Tinta Corvina e altre brutte storie

Tinta Corvina e altre brutte storie
Come ogni creep che si rispetti Tinta Corvina vive una ordinaria infanzia senza amici finché un bel giorno, anzi una bella notte, il telescopio, regalo del papà per il suo ottavo compleanno, le apre le porte dell'universo da cui entra il primo e unico amico della sua vita, il piccolo alieno Aister. La sera del suo nono compleanno però, non vedendolo arrivare come al solito a bordo della sua astronave, si preoccupa e decide di cercare un punto di osservazione migliore sul tetto di casa. Ma il vento soffia forte, troppo forte... Quando alla bambina si presenta l'occasione di fuggire, non esita un momento ma la fuga dura poco. Il mago sadico e vendicativo che si spaccia per suo amico, ma la costringe ad assistere agli spettacoli più atroci portandola a spasso nel passato e nel futuro, la raggiunge e con un sortilegio la condanna al più crudele dei destini...
Il terzo racconto che conclude il trittico di storie nere che compone Tinta Corvina è una rivisitazione del mito di Alcesti in chiave melò (ma forse già l’Alcesti di Euripide era melò…). Tre pezzi brevi quindi che l'esordiente, giovanissima Eleonora Galasso narra prima in prosa e poi riprende in rima in modo piuttosto originale. Fantascienza, horror, mitologia si fondono in un pastiche letterario dai toni un po' lugubri e cinici, ma non senza ironia, in cui l'autrice dimostra una notevole padronanza dei suoi mezzi espressivi e una scrittura misurata e suggestiva, con qualche eco bartoniana. Dai tanti spunti visivi offerti dalle storie Renato Galasso, illustratore e professore di Grafica dell'Accademia di Palermo, tira fuori dalla matita una serie di raffinate tavole che proiettano il racconto in una dimensione atemporale e danno vita a una carrellata di personaggi che non si dimentica facilmente. Non sarà proprio un libro da ombrellone, ma la notte arriva anche d’estate, no?

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER