Toporagno e Sedanorapa

Toporagno e Sedanorapa
“No, aiuto, basta, basta. Bastaaa!” Timmi si risveglia spesso in questo modo, in preda a incubi terrificanti: la paura lo perseguita, non gli lascia scampo neanche di notte. Un coniglietto educato, studioso e servizievole, questo è Timmi: ma coniglietto fino in fondo, fedele, suo malgrado, al luogo comune che vuole la specie simbolo di codardia. Quando l'amica Selli gli propone una vacanza insieme, ancora una volta è frenato dalle sue paure e non riesce a dire di sì. Quella stessa notte Timmi sogna: è il solito incubo, ma più vivido del solito. Ci sono due loschi figuri (uno più alto con “una grande rapa al posto della testa e delle mani appuntite e tortuose”, l'altro “più basso invece era uno strano topo”) e c'è anche Selli nel sogno e sembra in grave pericolo. Ma al risveglio “proprio di fronte a lui, i suoi incubi lo stavano osservando”. Assieme a Toporagno e Sedanorapa intraprende un viaggio incredibilmente pericoloso che gli consentità di scoprire la radice delle sue paure. Conoscerà le insidie dei boschi oscuri, la saggezza dei consigli di Toni la Talpa, la fifa nascosta del leone Gedeone, per tornare infine dalla sua Selli con una nuova sicurezza di sé...
Sonno, veglia, realtà, sogno, paura, coraggio, è un libro di contrasti e di capovolgimenti Toporagno e Sedanorapa. I tuoi peggiori incubi prendono vita, entrano furtivi nella Realtà – oppure tutto accade in sogno, che è lo stesso – e invece di minacciarti si schierano al tuo fianco diventando preziosi alleati contro la paura. Ti ritrovi faccia a faccia con il Re della foresta, l'emblema della forza e della ferocia, e scopri che il crinieruto felino è un leone sì, ma vegetariano, un po' poeta e soprattutto molto fifone. Il povero coniglietto protagonista non crede ai suoi occhi e alle sue orecchie. L'avventura che si ritrova, suo malgrado, a vivere prende da subito i contorni di un surreale viaggio d'iniziazione, con guide tanto losche quanto bizzarre che battibeccano tra loro come una coppia di comici, avendone tra l'altro anche l'aria (quello alto e smilzo che fa coppia con quello basso e grasso). Non è difficile rintracciare nel racconto l'eco di grandi classici della letteratura per l'infanzia (Il Mago di Oz, Alice nel Paese delle Meraviglie, Cappuccetto Rosso), ma si tratta di risonanze, di allusioni, non di citazioni. La prosa di Cristiano Petretto è scorrevole e mai banale, i dialoghi hanno i tempi giusti, la selezione delle parole è molto accurata. Non si direbbe che il libro nasca da uno spettacolo per bambini di successo, scritto e diretto dallo stesso Petretto, che mescola teatro d'attore e teatro delle ombre (colorate). Con tavole che ricordano il miglior Erlbruch, Giovanna Ranaldi, dal canto suo, si rivela un'illustratrice sensibile e dotata di notevole talento. Dagli sfondi quasi tutti bianchi del libro – che rimandano inequivocabilmente al teatro delle ombre e creano un'atmosfera semionirica e straniante – emergono disegni ricchi di contrasti come il testo che accompagnano, realizzati con apprezzabile economia di mezzi. Se i bambini dovessero appassionarsi ai personaggi della storia, nelle ultime pagine si trovano le istruzioni e parte dei materiali per costruirsi un piccolo teatro delle ombre casalingo con Timmi, Toporagno e Sedanorapa. Armatevi di forbici, colla e tanta precisione...

 

 

 
 
 
 
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