Tu sei il mio mondo

Tu sei il mio mondo
In una avveniristica città che si sviluppa tutta verticalmente, c’è un ragazzino  che mangia, dorme, va a scuola, fa i compiti come gli altri suoi coetanei, solo che lui è diverso. Sta sempre da solo perché la mamma, una super donna in carriera, è impegnata venticinque ore su ventiquattro in un mega ufficio popolato da rampanti arrampicatori. Certamente non gli fa mancare niente: la spesa on-line garantisce un frigorifero straripante e altrettanti giochi per PC di ultima generazione sono sempre a portata di click. Ma a mancargli è ben altro, e possiamo facilmente immaginare in cosa consista la carenza. Meno male che c’è Briss, un amico simpatico che gli tiene compagnia e ha per giunta un padre fantastico. Però il giovane “orfanello”, forse proprio per proteggersi da qualsiasi colpo, tenta di mantenersi il più possibile distante dai sentimenti coinvolgenti. Per esempio, dopo l’ultima batosta subita ha deciso di non innamorarsi più. Sì, alla soglia dei suoi quattordici anni non vuole rivivere quella spiacevole sensazione del “tostapane”, che abbrustolisce le fette da una parte e dall’altra e poi le sputa fuori in malo modo, carbonizzate. Al cuor tuttavia, come si dice, non si comanda: un giorno in classe compare la dolcissima e diafana Celeste e la scintilla schiocca alla grande, spargendo stelle e stelline, cuori e cuoricini in ogni dove. Se non che la bambina scompare improvvisamente e la sua ricerca disperata darà agio al protagonista di questa storia di scoprire tutte le ferite del mondo, che ha bisogno di essere salvato, esattamente come Celeste…
Tu sei il mio mondo è una fiaba contemporanea di grande sensibilità. L’autore ha infatti dato vita a un intreccio che indaga la solitudine dell’infanzia e dell’adolescenza e contemporaneamente affronta il tema cruciale del futuro del nostro pianeta, altrettanto abbandonato. Celeste ne è l’emblema: il suo corpo testimonia lo scempio che l’umanità sta compiendo sull’ambiente. Sulla sua fronte una macchia che somiglia a un cuore smangiato riflette l’ultimo ettaro di foresta amazzonica; la pelle della spalla è spelata e disegna i contorni sofferenti dell’Artide; la desertificazione dell’Africa, l’immersione delle coste indiane, ogni catastrofe ecologica è segnata come una mappa in ogni angolo di carne. Si può curare il mondo? Su questa domanda ci tiene incollati e ci fa riflettere il bravo Timothée de Fombelle, catapultandoci in un’avventura a tratti poetica, che ci ricorda in qualche modo e per strane associazioni la bellezza intramontabile de Il piccolo Principe. Il minuto libro, consigliato per i ragazzi delle scuole Medie, ma godibilissimo anche per gli adulti, è accompagnato dalle illustrazioni in bianco e nero di Julie Ricossé.

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