Un libro

Un libro
Tutto comincia con un pallino giallo disegnato al centro di una pagina. Poi, come si è soliti fare, si gira la pagina ed eccolo lì, di nuovo lo stesso pallino giallo. Ed è a questo punto che comincia la vicenda, che non è una storia sui colori, sugli opposti o sulle forme, ma è un vero e proprio gioco. Infatti, sul fondo della pagina si legge "premi con il dito il pallino giallo e volta pagina", e voltando pagina la magia si compie: i pallini diventano due! Alla richiesta di premere di nuovo lo stesso pallino, una volta girata la pagina, i pallini gialli diventano tre. Ad ogni pagina si trovano nuove richieste e man mano che si seguono le indicazioni i pallini cambiano colore, si moltiplicano, scivolano a destra e a sinistra, spengono la luce e poi la riaccendono (e due si scambiano pure di posto!) e rischiano di volare via dalla pagina con un soffio. Il libro finisce (o forse no?) nel modo migliore: con un grande applauso (e i pallini diventano giganti!). Ma dire che finisce non è del tutto corretto; infatti anche nell’ultima pagina Tullet riesce a stupire, sfidando il lettore a rifare il gioco partendo da qui, cioè dall’ultima pagina fino a tornare a ritroso alla prima pagina. E il gioco funziona ugualmente!
Con questo libro nel 2010 Hervé Tullet ha vinto (e si è proprio meritato) il Premio Andersen come “Miglior libro fatto ad arte”. Un libro identifica graficamente un’idea ben pensata: la sua genialità sta nella semplicità della sua costruzione, sia linguistica che artistica. A partire dal formato quadrato e di dimensioni non troppo grandi, che permette di girarlo e rigirarlo tra le mani con molta facilità; la pulizia delle pagine (lo sfondo è sempre bianco a parte alcune pagine nere) e la costruzione dei pallini come fossero piccole macchie di colore in cui si intravede la pennellata circolare, rendono il libro visivamente bello da guardare. Nonostante la consapevolezza di avere tra le mani un semplice libro di carta, rimane comunque il dubbio che la magia si compia davvero. Il lettore si sente parte importante del libro perché è grazie a lui che la storia prosegue. Sembra di giocare con Tullet stesso: l’autore spiega cosa fare, il lettore la realizza e la magia si compie. I bambini si divertiranno un mondo a premere, a battere, a sfregare i pallini, a chiedersi com’è possibile che accada davvero quello che loro fanno, a girare e rigirare le pagine senza annoiarsi mai. Un libro che può benissimo collocarsi tra quei giochi (perché di gioco si tratta) consigliati da 0 a 100 anni.

 

 

 

 
 
 
 
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