Un Paese bambino

Un Paese bambino

“La poesia ha salvato la vita di molti uomini e donne nei campi di sterminio, la poesia mandata a memoria, quella coltivata dentro sé come un orto, ha sfamato e nutrito i loro corpi custodi di una libertà che nessuno ha potuto sottrarre loro” afferma nella presentazione del libro Agata Diakoviez, presidente dell’associazione delle librerie indipendenti per ragazzi. Lo scopo di questa pubblicazione, che esce in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, è quello di presentare ai piccoli lettori un Paese che assomiglia a loro, un Paese che non da molto cammina saldo sulle proprie gambe, un Paese che ha ancora tanto da crescere e molte difficoltà da superare: “A centocinquant’anni/ un Paese è ancora un bambino:/ ha bisogno di essere protetto,/ che gli stiamo tutti vicino” si legge in “Centocinquanta”, una delle due poesie composte da Stefano Bordiglioni…

Insieme a lui si cimentano nell’ardua impresa quattordici colleghi, molti di origini emiliano - romagnole come Ennio Cavalli, Pietro Formentini, Davide Rondoni, Alessandro Riccioni, Matteo Marchesini, Giovanna Zoboli e Janna Carioli; e poi Aquilino, Nicola Cinquetti, Elio Pecora, Roberto Piumini, Giusi Quarenghi, Bruno Tognolini e Umberto Fiori (lo ricorderete nel gruppo degli Stormy Six che negli anni Settanta riscosse grande successo interpretando pensieri ed aspirazioni del dissenso giovanile). Talvolta giocose (Cinquetti, Tognolini), talaltra forti ed accusatorie come quella di Ennio Cavalli sulle responsabilità di chi, per trascuratezza ed inadempienza dei doveri, causò l’esplosione del treno di Viareggio il 29 giugno 2009 (“Ognuno faccia più del necessario e non svieremo./ Se non saremo insieme, non saremo”), le poesie raccolte nel libro sono tutte di schietta ispirazione civile. Le illustra Arianna Vairo, giovane illustratrice di talento, formatasi tra Milano, Bologna e Stoccolma. Quando si legge un’opera di poesia civile rivolta ai bambini e ai ragazzi il modello di riferimento in Italia è ancora Gianni Rodari con i suoi versi arguti e gentili, limpidi e ricchi di speranza, capaci di parlare di guerra e di pace, di uguaglianza e disuguaglianza, di povertà e ricchezza, di fratellanza e di impegno, in modo perfettamente comprensibile ai destinatari, i bambini, e non solo a quelli degli anni Sessanta e Settanta per i quali quei versi nacquero. Anche gli autori qui antologizzati si propongono la medesima, non facile, finalità: chissà se ce la faranno nel nostro tempo difficile, un tempo in cui, come leggiamo in “Breve riassunto” di Nicola Cinquetti: “Fratelli d’Italia/ l’Italia s’è desta e seduta/ davanti alla televisione/ dove ha di nuovo/ trovato un padrone”.



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