Un salto grande un sogno

Un salto grande un sogno
Alice è al caldo sotto le coperte e non ha nessuna voglia di rispondere al telefono di domenica mattina. Per fortuna la madre torna a casa proprio in quel momento e solleva il ricevitore: è il direttore della Star Unit, una delle più forti squadre di ginnastica ritmica in Italia. Una delle loro atlete ha dovuto rinunciare alla carriera agonistica e ad Alice viene offerta la possibilità di sostituirla. La ragazzina non riesce a crederci, è un sogno che si avvera! Ma sarà all'altezza? Come si troverà con le sue nuove compagne di squadra? E con la nuova allenatrice? La vita di una ginnasta è fatta di tanti sacrifici, tra scuola ed allenamenti continui, che solo una profonda passione può spingere ad affrontare. L'armonia con le altre ginnaste, con cui bisogna coordinarsi per l'esecuzione di molti esercizi è fondamentale ma Alice, nonostante gli sforzi, non riesce proprio a stringere amicizia con Martina, sua compagna di squadra. Non è di aiuto nemmeno lasciare i genitori ed andare a vivere con le altre atlete, e la preoccupazione di Alice aumenta. Fortunatamente Teresa, la sua amica di sempre non la abbandona e ai suoi consigli si uniscono quelli del suo nuovo amico (ma sarà poi veramente solo un amico?) Mattia.

Con Un salto grande un sogno, l'autrice, giornalista e sceneggiatrice Valentina Camerini, che da quasi dieci anni scrive fumetti per Topolino, torna alla narrativa per ragazzi. E torna con una storia dalla trama molto semplice in cui forza e determinazione permettono di raggiungere ciò che in appparenza sembra impossibile. Alice, scoprirà, infatti, che solo imparando a credere in sè stessa potrà portare gli altri ad avere fiducia in lei: con costanza e forza di volontà ripeterà mille volte gli stessi esercizi avendo sempre di fronte l'obiettivo, tornando in piedi dopo ogni caduta. Ma l'autrice milanese non ha scritto solo un romanzo sull'agonismo: la sua è prima di tutto una storia sull'amicizia, sul primo amore e sull'adolescenza. A volte è necessario sacrificare tutto per il proprio sogno, ci dice la Camerini, ma questo non può portare a mettere in secondo piano gli affetti e i rapporti umani. Si cresce inseguendo una medaglia, ma si vince mettendola sempre al secondo posto: al primo ci sono le persone.

 

 

 

 
 
 
 

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