Un tifone in arrivo

Un tifone in arrivo

Paolo ha nove anni e deve diventare responsabile, dice la mamma, deve imparare a svegliarsi da sé, a vestirsi in fretta e a non fare storie per andare a scuola.  Per questo ieri sera ha messo la sveglia di buonora, per poter avere un poco di tempo per sé prima di uscire. Perché non ci sono solo la scuola, i compiti, lo sport. Ci sono anche i suoi amati insetti, che devono essere protetti dal gelo dell'inverno, insieme alle piantine del giardino. Proprio come gli ha insegnato il nonno, che ora non c'è più. Prima di andare a scuola, Paolo, sfidando i rimproveri della mamma, sistema nell'aiuola i gusci indispensabili per salvaguardare insetti e radici delle piante. È un bambino a cui piace stare da solo, anche nel banco di scuola, ma quando entra in classe Sami, un nuovo scolaro che arriva da un lontano Paese in guerra, la Siria, Paolo è costretto dalla maestra a fargli posto accanto a lui. Sami conosce poco l'italiano e porta un curioso zaino dagli spallacci rosa che suscita l'ilarità dei compagni di scuola. Sami, che non comprende la loro ostilità, ha un carattere aperto e gioviale e un grande desiderio di conoscenza, di avventura e soprattutto di amicizia. Gli è facile cercare di legarsi a Paolo, che però ha difficoltà a comprenderlo, si comporta in modo sfuggente, preferirebbe non dare confidenza al nuovo arrivato...

È racconta come sogni diversi possono incontrarsi. Racconta come il processo di integrazione, anche tra bambini, richieda disponibilità, ascolto, intelligenza da entrambe le parti: da quella del piccolo autoctono, che si trova bene  nelle proprie abitudini e coltivando i propri interessi, anche a prezzo della solitudine, e da quella di chi arriva in un mondo nuovo ed è obbligato a conquistarsi un posto alla pari con gli altri. Sami porta in classe profumi e colori d'Oriente, sorrisi e speranze, ma anche le cose belle e affascinanti possono turbare ed essere rifiutate. È difficile comprendersi, dialogare e collaborare, ma non è impossibile. I due bambini lo imparano a poco a poco e lo imparano insieme, grazie a uno sforzo e a una disponibilità condivisa. Le illustrazioni chiare e pulite di Silvia Fabris affiancano la narrazione, le donano squarci di colore, nuovi particolari, sorridenti istantanee, lasciandola tuttavia dispiegarsi liberamente, senza prevaricare.



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