Uniformi di tutti i tempi

Dai fanti egizi del XIII secolo avanti Cristo con il gonnellino di lino, lo scudo di vimini e il khopesh ai soldati persiani della guardia personale di Ciro il Grande con la loro tunica ricamata a filo d’oro e la picca con la mela d’argento, dall’aquilifero romano del I secolo avanti Cristo con la pelle di leone sulla testa, la lorica squamata, il gladio e le caligae al guerriero vichingo con il mantello in lana, lo scudo di legno e la spaventosa ascia, dal samurai con le corna decorative, la maschera mempo, la katana e i sandali di paglia al cavaliere templare con il grande scudo e la tunica crociata, dal moschettiere francese del XVII secolo con il largo cappello di feltro piumato e il colletto di pizzo alla giubba rossa inglese con il tricorno, la coccarda e la baionetta, dal cosacco dello Zar con il colbacco e la sciabola all’ardito dei reparti d’assalto italiani della Grande Guerra con il fez e il pugnale, dal soldato sovietico con la tuta mimetica bianca, la vanghetta per la neve e il mitra PPSH al fuciliere del corpo dei Marines con le granate M26 a frammentazione, i pantaloni BDU e gli stivali col gambale. Una galleria di 50 illustrazioni a pagina doppia che ci guidano attraverso millenni di “moda” militare. In appendice un utile glossario e una guida ai personaggi storici celebri nominati…

Le uniformi militari dall’alba dei tempi vivono di una stridente contraddizione: servono a incutere timore nei nemici, ma allo stesso tempo a pavoneggiarsi affascinando le dame. Non sorprende quindi che per renderle funzionali, minacciose e splendide si siano superati artigiani e sarti quasi sempre anonimi ma di grande livello. Questo bel libro illustrato a colori firmato dai francesi Anne-Florence Lemasson e Dominique Ehrhard (sui quali però purtroppo nessuna notizia è riportata né sull’edizione italiana né su quella originale) e tradotto e curato da Angelo Luigi Pirocchi della Libreria militare di Milano rende senza dubbio onore a tanta bellezza e arte e non mancherà di affascinare bambini e ragazzi. Originale ma un po’ scomodo il formato “stretto e alto”: guai a chi deve fare un pacco regalo!



 

 

 

 
 
 
 

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