In viaggio con Poldina

In viaggio con Poldina

Poldina vive da diversi anni in una vecchia cassapanca, chiusa là dentro da una bambina diventata ormai grande. Insieme a lei, gli altri giocattoli piangono e si lamentano per non aver più la loro compagna di giochi. Quello che rende triste Poldina, invece, è il fatto di non poter uscire a vedere il mondo. Poldina, infatti, non è una bambola come le altre, non si accontenta di passare la vita appoggiata su un letto, tanto meno chiusa in una cantina: lei vorrebbe essere indipendente, viaggiare... un giorno le capita l’occasione tanto sperata e, mentre gli altri giocattoli rimangono immobili nel bidone della spazzatura in cui sono stati gettati, Poldina riesce ad uscire e a salire su un camion pieno di scatoloni che la porta lontano, in una città affacciata sul mare. Le città, però, si sa, sono piene di insidie e anche questa non è da meno: la povera Poldina è costretta a fuggire da grossi toponi grigi e a rifugiarsi in una rumorosa osteria piena di uomini corpulenti che mangiano e cantano sguaiatamente. Sfinita, la bambola fugge di nuovo, e poi cade svenuta. Si risveglia la mattina dopo, rischiarata dal sole, in un paesaggio molto più accogliente: il cielo è limpido e nel canale nuotano le papere. Fortuna vuole che Poldina incontri proprio quello che fa al caso suo: un negozio con l’insegna Aggiusto giocattoli rotti, dove lavora “il medico dei giocattoli più bravo del mondo”, come lo definisce un peluche appena riparato, insomma un artigiano dolce e gentile, nonché padre di una bambina...

Elisabetta Villaggio, figlia del celebre attore, dopo aver lavorato a testi e sceneggiature teatrali, cortometraggi e un documentario proprio sul padre Paolo, si è cimentata come scrittrice, pubblicando prima il saggio Marilyn: un intrigo dietro la morte, recensito qui su Mangialibri, e poi, nel 2013, il suo primo romanzo, Una vita bizzarra. Con La Ruota Edizioni pubblica, nel 2016, il suo secondo romanzo, La mustang rossa, ed ora In viaggio con Poldina, con il quale si dedica per la prima volta al mondo dei bambini, a partire dai 6 anni: inventa per loro la storia di questa “anti-bambola”, come si descrive Poldina stessa, la protagonista. Non è un albo illustrato, anche se ogni pagina contiene un’illustrazione, curata da Gianpiero Andrigo. Molto spazio è lasciato al testo, una sorta di breve romanzo, pieno di imprevisti. Alla protagonista, infatti, non si risparmia di scoprire anche le brutture del mondo che tanto vuole esplorare, ma alla fine, come in tutte le favole che si rispettino, vivrà felice e contenta. Favola nata da un racconto scritto dalla Villaggio quand’era bambina sulla sua prima macchina da scrivere. L’autrice lo riscopre da adulta, ma ancora ricorda quella sua bambola preferita che buttò via ormai adolescente, a 14 anni.



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