Violetta la streghetta e l'incantesimo suppergiù

Violetta la streghetta e l'incantesimo suppergiù
Nel bosco vivono tutte le streghe del mondo, e quindi anche Violetta: forse un nome singolare per una strega, ma perfetto per una streghetta “piccolina di statura e pasticciona per natura”, che non sa guidare la scopa, scivola e sa fare solo incantesimi suppergiù. Se vuole una casa, sarà coi muri storti, una scopa? Tutta nodosa. Poi un naso con gli occhiali, e invece di un corvo un bel coniglio blu. Ma a Violetta piacciono le sue magie suppergiù, anche se le altre streghe ridono. Finché un bel giorno il bosco è scosso da un “BUM! BUM! BUM!” che non è provocato dagli incantesimi maldestri di Violetta... è un gigantesco gigante, e Violetta sembra l'unica speranza per le streghe. Basterà ricordarsi il Grande Incantesimo delle Streghe: “Zampe di ragno e formiche in tralice”... con che cosa fa rima “tralice”?
Violetta è un personaggio buffo, dolce ma non stucchevole; si guadagna il rispetto delle streghe per quello che è, e anche con un po' di fortuna. La sua è una storia semplice: vicina ad una fiaba classica, molto lineare, adatta a bambini piccoli, con personaggi dal carattere chiaro ma non immodificabile, con ampie illustrazioni e con un finale appagante. È una storia di buoni sentimenti, ma non per questo buonista: gli incantesimi di Violetta sono effettivamente suppergiù, e non c'è nessuno a sistemare le sue pareti storte o la sua scopa annodata. Semplicemente, lei apprezza il risultato del suo lavoro per quel che è, mostrando che, anche se le possibilità di ciascuno sono diverse, si può comunque essere utili e perfino soddisfatti di sé senza l'approvazione degli altri. La singolarità e l'accoglienza gioiosa verso di essa arriva a coinvolgere perfino il cattivo, insinuando nel lettore il sospetto che i cattivi possano essere tali proprio perché rifiutati o forse infelici. Un albo che funziona molto bene, che gioca con le cose che ai bambini risultano schifose (in effetti, anche se sei una strega, sei proprio sicura di volere un neo peloso?) e con le loro paure, come quella di non essere adeguati; scritto con cura e qualche piccolo aiuto per il lettore, come le rime e onomatopee; con illustrazioni molto varie che utilizzano sia i verdi e le tonalità scure del bosco sia il cielo ampio e celeste; e che ricorda come è bello ridere assieme(anche di se stessi).

 

 

 

 
 
 
 
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