Zanna Bianca

Un corso d’acqua ghiacciata ai cui lati si erge una vasta foresta di abeti. Vento forte, neve e una regione deserta, immobile, solitaria, selvaggia, fredda: il Grande Nord. Solo un rumore interrompe quello che sembra essere un silenzio senza fine: due uomini, Henry e Bill, stanno percorrendo quella terra desolata con una slitta trainata da una muta di sei cani. Stanno andando in contro alla civiltà, verso la speranza di salvezza che si cela dietro il nome di ‘Forte Mc Gurry’. Ma da alcuni giorni sono tallonati da un branco di lupi affamati, guidati da una lupa che riesce ad attirare in trappola i cani della muta per poi farli diventare cibo per il branco. Ed è così che di quella impresa rimane solo un superstite: Henry, miracolosamente salvato da una squadra di soccorso. Il branco di lupi, invece, cerca in tutti i modi si sopravvivere al freddo e alla mancanza di cibo e, seguendo il proprio istinto, ogni membro va per la propria strada. Ora la lupa si accompagna con un vecchio lupo, Senz’Occhio, che ha sbaragliato la concorrenza dei giovani e dalla loro unione nascono cinque cuccioli, di cui solo uno riesce a salvarsi. Durante la sua crescita il piccolo lupo, nel frattempo rimasto orfano del padre, ucciso da una lince, inizia a conoscere il mondo e, durante una delle sue esplorazioni, s’imbatte in cinque indiani. Quando la madre giunge in suo soccorso, uno degli indiani, Castoro Grigio, la riconosce: è Kiche, la lupa con metà sangue di cane posseduta da sua fratello, fuggita durante una carestia. Suo fratello è morto e l’indiano decide di riportarla all’accampamento insieme al suo cucciolo, quello che sarà conosciuto come Zanna Bianca e che abbandonerà il mondo selvaggio nel momento in cui le sue sorti incroceranno quelle di un giovane e ricco commerciante californiano: Weedon Scott…

Pubblicato la prima volta a puntate tra il maggio e l’ottobre del 1906, Zanna Bianca è il romanzo più famoso dello scrittore californiano Jack London, che ripercorre in queste pagine la sua esperienza di vita risalente al 1897, quando si unì alla corsa all’oro del Klondike, la fredda ed ostica regione teatro dei suoi primi racconti. Con una trama perfettamente speculare all’altro capolavoro di London, Il richiamo della foresta, Zanna Bianca è uno dei libri più celebri della letteratura per ragazzi, un classico da affrontare almeno due volte nella vita: la prima quando, affascinati dall’avventura, ce ne immergiamo completamente da bambini; la seconda quando, con occhi da adulti, riusciamo a coglierne i significati che richiedono un livello d’analisi ulteriore. La prosa di London è infatti precisa, avvolgente, rivoluzionaria per alcuni versi, data la prospettiva narrativa che in terza persona descrive il punto di vista degli animali. Ed è una visone genuina, crudele in fondo, che obbedisce solo alle regole della natura e vede protagonisti esseri viventi che seguono il proprio istinto e lottano per la propria esistenza. Come afferma Miki Monticelli nell’introduzione di questa edizione arricchita dalle illustrazioni di Alessandro Sanna, Zanna Bianca è un libro magico, che esige la lettura perché porta alla crescita, alla riflessione. Perché, quella compiuta da London, è una vera impresa: lasciare il lettore da solo con il racconto. In mezzo alla neve, ai pericoli, al freddo. Senza aggiungere nulla alla narrazione che non sia pura e semplice descrizione. Ed è così che la lettura di questo libro magnetico diventa un momento di crescita, di formazione, perché attraverso gli occhi di un lupo riusciamo a capire il mondo che l’uomo ha costruito. Perché molte volte solo attraverso l’alterità si giunge alla consapevolezza dell’identità.  Zanna Bianca è un capolavoro della letteratura mondiale di tutti tempi... e un bellissimo libro per ragazzi.



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