Breve incontro con Edna O’Brien

Articolo di: 

Edna O’Brien è una scrittrice importante e non solo perché negli anni Sessanta ha scandalizzato la sua Irlanda bigotta e cattolica parlando di quello che realmente le donne pensano e vivono, ma perché la sua scrittura ha datto alla letteratura anglofona un contributo significativo. La sua scrittura è interna, viscerale, senza eufemismi e infusa totalmente in un’umanità che appartiene anche ai suoi lettori, che non faticano ad entrare nelle vicende narrate.




Per avere l’occasione di conoscere una donna che il Premio Nobel Alice Munro ha definito uno dei suoi punti di riferimento, il giorno dell’Immacolata del 2013, lontano dalle celebrazioni liturgiche di rito nella Capitale, mi sono unito alle migliaia di persone che hanno affollato la fiera Piùlibri Piùliberi. Vincendo la leggera agorafobia che si è presentata entrando in quell’allegro assembramento di lettori e case editrice (che in parte potrebbe far ben sperare sul futuro della carta stampata), mi reco direttamente allo stand E07, quello della Elliot dove pile e pile di Country Girl passavano di mano in mano, venivano sfogliati, acquistati, regalati. Mi dicono che l’incontro è stato spostato nella Sala Diamante.

Sala gremita e piena di appassionati delle sue "ragazze di campagna". Dopo la conferenza in cui, con il suo inconfondibile accento irlandese, racconta del suo amore per la narrazione, di come vorrebbe entrare nelle vite altrui, conoscere per raccontarle, di come da ragazzina spaurita si è ritrovata nella rutilante Londra, ci si sposta tutti in una sala contigua per farsi firmare la copia dei suoi libri. Io non ero in fila per la sua firma, ma per stringerle la mano e farle due domande. Circondato da curiosi, addetti stampa e da persone sorridenti, mi avvicino e esordendo con un "Go rev mahagat" (grazie in gaelico irlandese) le chiedo:


Pensa che avrebbe potuto essere altro che irlandese?
Credo di no. Le mie passioni, il mio modo di scrivere ed essere sono totalmente radicate all’interno del mio essere irlandese.

Crede che la sua scrittura nasca dalla mente, dal cuore o dalla penna?
Ritengo sia una combinazione di tutte e tre le cose. Parte dalla mente, passa per il cuore, arrivando infine alla penna. Diciamo che formano un trittico perfetto.


Le stringo la mano, lei sorride e mi ringrazia. E mi rendo conto, ancora una volta, di avere una grande donna davanti a me.

I libri di Edna O’Brien

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER