A Christmas list: sei libri illustrati da regalare

A Christmas list: sei libri illustrati da regalare
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Quest’anno vi risparmio la predica natalizia sull’opportunità di regalare un libro: ne ho lette fin troppe in questi giorni e mi sono persuaso che non servano a molto. Se siete arrivati sin qua, qualche motivazione l’avrete avuta di certo, e se alla fine la vostra decisione fosse di optare per un paio di calde muffole o per una bella scatola di lego invece che per un libro, non ci vedrei niente di male. Però però, da maniaco delle liste, credo che a chi soffre della mia stessa patologia possa far piacere una piccola, ennesima guida agli acquisti di libri illustrati. Sono sei, sono belli e diversi. Buona lettura e buone feste!

Il nome di Ugo Fontana forse dirà poco o nulla ai non addetti ai lavori, eppure si tratta di uno dei maggiori illustratori per l'infanzia del secolo scorso con centinaia di titoli all’attivo. Autore dal tratto elegantissimo, erede (lui fiorentino) della tradizione dei grandi pittori toscani del Rinascimento, è stato riportato all'attenzione del pubblico da una bella mostra monografica durante l'ultima Bologna Children Bookfair. Grandi Regine (Mondadori) è l'occasione per un assaggio del suo lavoro migliore: le tavole di Fontana (datate 1968) che ritraggono i momenti salienti delle vite delle più importanti regine della Storia (da Galla Placidia a Caterina di Russia) sono accompagnate, con la solita, disarmante eleganza, dal racconto di Roberto Piumini.

Sul fronte dei silent book, il 2014 si è chiuso con Viaggio (Feltrinelli) di Aaron Becker, primo di un'annunciata trilogia sul tema del viaggio. Una bambina chiusa nella solitudine della sua vita familiare (ahimé) scopre in modo sorprendente il potere del disegno grazie ad un pastello rosso, apre un varco nella parete della sua stanza verso un mondo fantastico dal sapore vagamente steampunk e, oltrepassato il confine, libera dalle grinfie dei carcerieri un favoloso uccello purpureo per fare ritorno infine alla sua dimensione. Ricco di dettagli e affascinanti tavole panoramiche, l'albo dimostra, una volta di più, che lavorare per una multinazionale dell'intrattenimento (Becker lo ha fatto per Pixar e Disney) non compromette l'ispirazione né omologa necessariamente la creatività.

Se siete invece in cerca di un libro per i più piccoli, Perché io no? (Il battello a vapore) potrebbe fare al caso vostro. La bimbetta protagonista è alle prese con l'apparente contraddizione tra i suoi comportamenti maleducati (fare boccacce, tirare su col naso, mangiare con le mani) presi di mira dai genitori e le stesse azioni compiute dagli animali (e dal fratellino) che invece gli adulti sembrano guardare con inspiegabile compiacenza. Schema e finale sono perfettamente in linea con tanti albi per la prima infanzia ma il tratto fumettistico di Annick Masson e il testo “minimo” di Thierry Robberecht rappresentano un caso “di scuola” su come funziona un buon libro illustrato.  

Con A cena dalla Regina (Giuntina) si resta in territorio di picture book per bambini, ma le belle illustrazioni da graphic novel dell'israeliana Rutu Modan e l'assoluta mancanza di intenti didascalici o edificanti ne fanno una lettura per tutte le età. L'albo racconta l'incredibile storia della piccola Nina i cui modi poco urbani a tavola le valgono continue lavate di capo da parte dei genitori. Un giorno però… “Uffa, tutte queste buone maniere! A che servono?”, “ E se la regina ti invitasse a Buckingham Palace, cosa faresti?” e, come d'incanto, alla porta di casa si materializza un messo reale con tanto di tromba e divisa e un invito a cena della regnante britannica. Nina partirà su due piedi alla volta dell'Inghilterra e la tavola della regina le riserverà una grande sorpresa...

Poesie piccole piccole, piene di ritmo e arguzia, in un libro piccolo piccolo, illustrato con grazia naive dal suo autore che invece è un poeta grande grande, si chiama Roger McGough, è nato a Liverpool nel 1937 ed è amatissimo in patria. Sarà perché Yellow submarine (sì, quello dei Beatles) è uno dei film preferiti dei miei figli (e McGough ne ha scritto buona parte dei dialoghi), sarà per il testo a fronte che per una volta viene voglia di non ignorare, per i versi di folgorante immediatezza o per il nonsense usato sempre a proposito, ma Storia di un ruttino (Gallucci) è davvero una  bella sorpresa e un regalo prezioso per i suoi lettori.

Per finire un libro “di stagione”, Anche i giocattoli scrivono a Babbo Natale (Jaca Book). Non sono soltanto i bambini a scrivere a Babbo a Natale ma anche i regali e il povero Santa Claus deve comporre faticosamente i desideri incrociati prima della fatidica notte. Per dare una lezione a un manipolo di giocattoli presuntuosi e vigliacchi il caro vecchio Babbo Natale farà uno strappo alla regola preparando un piano di consegne “da contrappasso”. Ma il cuore grande del regalo più umile, oggetto delle angherie dedli altri giocattoli, e della bimbetta a cui è stato destinato salveranno i malcapitati e insieme lo Spirito natalizio. Christine Beigel e Roland Garrigue non  fanno niente di rivoluzionario (anche se l'idea principale del libro mi sembra inedita) ma lo fanno bene con un testo pulito e divertente e illustrazioni all'altezza. Col Natale non si scherza...


 

 

 
 
 
 
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