Alters – Genitori e figli

Fa freddo a Cleveland, in gennaio. Nella periferia della città una donna e i suoi due figli cercano di scaldarsi con una piccola stufa. Non hanno nulla da mettere sotto i denti, i soldi latitano dopo che Sharise ha perso il suo lavoro e suo marito è stato ucciso in galera. I tre escono di casa in piena notte, la corrente elettrica è andata via e allora tanto vale uscire per rimediare qualcosa per la cena. Qualcuno però osserva i tre a un angolo della strada, qualcuno che ha capito che quella donna è speciale e riesce a far delle cose impensabili per le persone normali. Come alterare il piano spaziale passando da un punto all’altro attraverso gli specchi, per esempio. Chalice osserva la donna perché è come lei, un’Alter, un’umana dotata di poteri e proprio per questo utile alla causa dei Guardiani del Cambiamento. Chalice prova ad avvicinarsi alla donna ma lei, come ogni persona che ha bisogno di aiuto ma è stata presa troppe volte a calci dalla vita, reagisce in malo modo e scappa. Non ha più nessuno di cui fidarsi, soprattutto non può fidarsi di una donna che arriva vicino a lei in volo, e non sui suoi piedi come farebbe chiunque altro. Eppure basta un attimo, uno sfratto, una notte in auto per rivalutare l’aiuto di quella donna bianca che gira in pieno inverno con una tutina da supereroina e un ridicolo mantello viola…

Alters è un importante progetto a fumetti dello sceneggiatore inglese Paul Jenkins, già noto per aver scritto, tanto per fare qualche esempio, Batman ed Hellblazer per la DC, Wolverine: Origin, Civil Wars: Frontline per la Marvel o Spawn per Image Comics. Un progetto che parla sì di supereroi, ma ha anche un messaggio che ha più a che fare con la società contemporanea e con il modo in cui le persone si interfacciano e interagiscono con i “diversi” e con gli ultimi. Alters parla di un mondo in cui i supereroi arrivano da vite complicate, da condizioni sociali di isolamento: può essere una disabilità fisica o una disforia di genere, una povertà estrema o una stigmatizzazione sociale per la loro etnia. Ciò che stupisce di questo fumetto, insomma, più che gli straordinari poteri del gruppo di supereroi creato da Jenkins, è l’etica che si trova in ogni pagina e che impregna dialoghi e azioni, caratterizzazione dei personaggi e background. Qualcuno forse potrebbe definire la storia di questo fumetto leggermente patetica, con dialoghi scritti appositamente per strappare una riflessione, ma nessuno può dire che non siano oneste le intenzioni. E ancora di più lo si apprezza dopo aver letto i brevi editoriali di Jenkins alla fine del volume, la sua idea di cosa significhi scrivere storie: “Gli scrittori tendono a essere gente curiosa. Credo che il compito di chi fa il mio mestiere sia studiare la condizione umana”. E la condizione umana, ha un’alterità di sfaccettature che non possiamo permetterci di ignorare solo perché non ci appartengono.

 


 

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