Animosity – La città fortezza

Animosity – La città fortezza

L’inondazione ha separato il cane Sandor da Jesse, la sua bambina, sua figlia umana. Ora Sandor è disperato, crede che lei si sia allontanata lasciandolo indietro, senza aspettarlo. Come può vivere senza di lei? Ma la verità è un’altra. È stato Kyle ha prenderla con sé, dopo averla narcotizzata per sottrarla alla custodia di Sandor. Zarzamora sorprende i fuggiaschi e cerca di liberare la ragazzina, ma Kyle è ossessionato all’idea di salvarla e ferisce Zarza per poi riprendere la via che lo condurrà alla Città fortezza, dove sembra possibile vivere senza animali, al sicuro, con cibo e cure a disposizione e proprio le femmine sono ben accolte. Quando Jesse riprende i sensi, mentre sostano nella Foresta della rosa bianca, il ragazzo le spiega i suoi propositi e la avverte di aver percorso oltre 650 chilometri con lei, quindi è impossibile che possa riunirsi a Sandor. Sconvolta, la bambina è costretta a seguirlo. Intanto Zarza si è ripreso e ha potuto avvisare Sandor, spiegargli che sua figlia non si è allontanata di sua volontà, ma è stata drogata e rapita. Di fronte alle mura della Città, Kyle chiede di essere accolto, dichiara di essere ferito e che la piccola in sua compagnia è la sorella. La Direttrice lo interroga e appurato che il giovane non è di alcuna utilità per la colonia, ordina di sparargli. Jesse, angosciata e inerme, viene condotta all’interno delle mura dalle guardie. La Direttrice le spiega quali sono le regole per vivere lì e le annuncia ciò che ci si aspetta da lei in cambio di cibo, cure, istruzione. Appena Jesse sarà in grado di farlo, dovrà generare dei figli, tantissimi figli, come le altre donne che vivono lì. Questo è il prezzo da pagare per ripopolare un mondo ferito, in cui gli esseri umani sono stati decimati…

Nel quarto volume della saga di Animosity viene rivelato il passato tragico di Kyle e viene presentato l’inquietante personaggio della Direttrice, la donna che governa la Città Fortezza e con metodi coercitivi porta avanti il suo piano di ripopolamento della terra, sottoponendo le bambine rapite a un vero e proprio lavaggio del cervello. Questo volume si concentra sul concetto di potere: chi lo possiede, l’uso che ne fa, i mezzi adoperati per conservarlo. Al potere si contrappone la sottomissione. Sono la nascita nel posto giusto e la fortuna a determinare chi è destinato a dominare e chi a essere dominato. I temi diventano più scabrosi e le tavole più violente. La personalità del cane Sandor e il suo legame con la piccola Jesse prevalgono e danno modo di mettere in risalto il tema della genitorialità (il cane considera la bambina, a tutti gli effetti, sua figlia). L’amore straziante per la piccola umana lo porta a sopportare ogni cosa e agire senza alcun controllo pur di raggiungere il suo scopo: proteggerla e condurla a Los Angeles, dove spera che il fratello di Jesse possa prendersene cura, prima che la sua vita abbia fine. Infatti il risveglio non ha alterato la vita media degli animali e Sandor è consapevole che Jesse non farà in tempo a crescere e diventare autonoma, prima che lui muoia. Eppure Jesse è cambiata, il mondo in cui ora vive, le esperienze che deve affrontare, i traumi, il dolore, la stanno trasformando e la bambina acquisisce una durezza e una volontà solide. L’empatia verso i più deboli e l’indole ribelle si rafforzano. Si può dire che nel quarto volume gli animali siano marginali e l’attenzione si concentri sugli abitanti della Città Fortezza, il tentativo di far rinascere la specie umana e l’evoluzione di Jesse. Ma alla fine il viaggio riprende e ai lettori ora non resta che attendere per poter scoprire le prossime tappe (l’americana AfterShock Comics ha pubblicato il quinto volume a febbraio 2020).



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