Black Jack 1

Black Jack 1
Una fuoriserie a causa dell'alta velocità finisce distrutta contro un muro: il conducente, figlio scapestrato di un ricchissimo imprenditore, viene portato in ospedale in fin di vita. I medici comunicano al padre che il ragazzo difficilmente sopravviverà in quelle condizioni per più di tre giorni. L'imprenditore non si dà per vinto e, forte del proprio patrimonio, ingaggia un abilissimo chirurgo che opera senza licenza chiamato Black Jack. Il medico è convinto di poter salvare il ragazzo ma solo se si riuscirà a trovare un uomo disposto a donare i propri organi per rimpiazzare quelli danneggiati del figlio dell'imprenditore... Un bandito rimane gravemente ferito dopo aver assaltato un furgone portavalori. I suoi compagni, tra cui il fratello maggiore del ferito, decidono di rapire Black Jack in modo che questi possa operare il paziente direttamente sulla nave su cui si sono imbarcati per fuggire col bottino... Un bullo fa delle pesanti avances ad una studentessa della quale si è invaghito durante un viaggio in metropolitana. Costei, spaventata, scappa cercando l'aiuto del controllore, che però viene messo subito al tappeto dal bullo. Dopo aver scontato tre mesi di prigione per le proprie malefatte il bullo si mette sulle tracce della ragazza per cercare di farsi perdonare. Dopo un po' viene a sapere che la studentessa si trova in ospedale perché afflitta da una grave malattia...
Il medico-chirurgo senza licenza Black Jack è uno dei personaggi più affascinanti tra quelli partoriti dalla mente dello scomparso Osamu Tezuka (1928 - 1989), ovvero colui che viene considerato da più parti come il “padre dei manga” (se non addirittura il “dio”). Questi appellativi, che potrebbero sembrare eccessivi ai non appassionati, sono del tutto giustificati se si considerano sia la mole di personaggi usciti dalla matita di Tezuka sin dagli anni 50 (Astroboy, Kimba il leone bianco e La Principessa Zaffiro solo per citarne alcuni, trasformati anche in fortunate serie televisive animate), sia le innovazioni grafiche da lui introdotte nel mondo dei manga. Ad esempio i grandi occhi di molti personaggi, ancora oggi un tratto distintivo del fumetto giapponese, furono introdotti per la prima volta proprio da Tezuka ispirandosi a quelli della Betty Boop dei fratelli Fleischer. La saga di Black Jack, il misterioso e infallibile medico apparentemente avido ma in realtà dotato di profonda umanità, è stata realizzata da Tezuka negli anni '70. In questo manga l'autore riesce a dosare abilmente il cinismo di fondo con gesti di grande umanità, supportato anche qui dalla sua caratteristica vena umoristica (spesso affidata ai personaggi graficamente più buffi) che compensa i momenti più drammatici in cui Black Jack è alle prese con interventi chirurgici innovativi (spesso in anticipo di trent'anni sulla scienza medica odierna), realisticamente descritti da Tezuka sfruttando la laurea in Medicina conseguita nel 1952. Forse al pubblico più giovane Black Jack potrebbe risultare un manga un po' datato o quanto meno naif. Tuttavia affrontando la lettura del fumetto con l'ottica giusta, quindi tenendo anche presente l'epoca in cui è stato realizzato, sarà davvero difficile non apprezzarne l'assoluto valore. Un plauso quindi alla Hazard che ha reso grande servigio agli appassionati italiani, pubblicando in 25 volumetti - per la prima volta la versione integrale, dopo approssimativi tentativi di altri editori - questa lunga e avvincente saga ideata dal “dio del manga”.

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