Borgia – L’integrale

Borgia – L’integrale

Vaticano, 1492. Papa Innocenzo VIII è ormai al tramonto della sua vita. Nonostante non voglia cedere al male che lo dilania e alla vecchiaia bevendo latte umano e purificandosi grazie alle trasfusioni del sangue di giovani fanciulli ciò non basta ad allontanare la Signora con la Falce. Intanto dalla città di Firenze, c’è chi accusa il vicario di Dio sulla Terra di aver portato pestilenze e miseria con la sua condotta immorale: è il frate dominicano Savonarola, che comincia ad avere un grosso e preoccupante seguito di fedeli. La successione al papato si rivela più difficile del previsto per il cardinale Rodrigo Borgia: le sue origini spagnole e le alleanze fra gli altri possibili pontefici non lascia altra possibilità che comprare il Conclave per essere eletto, utilizzando ogni arma possibile, dai lasciti economici fino alla violenza. Ora che il suo scopo è stato raggiunto ed è diventato Papa Alessandro VI deve pensare ad accrescere il suo potere e la sua egemonia, oltre che a sistemare i suoi amati figli, avuti dalla storica amante Vanozza Cattanei: Cesare, Giovanni, Lucrezia e Goffredo. Al primogenito il Papa offre una carriera ecclesiastica che punta al più alto titolo (ma Cesare non è d’accordo, la sua indole violenta lo chiama alla Guerra), Giovanni dovrà sposare la Principessa spagnola Maria Enriquez, la bella Lucrezia aiuterà il Papa ad accrescere le sue truppe per contrastare la Francia, Napoli e la Spagna che premono per disconoscere il potere papale sposando Giovanni Sforza, duca di Pesaro e per la stessa strategia Goffredo sposerà Sancia, la figlia del Re di Napoli Alfonso II. Dove non arriverà il matrimonio, arriveranno le spade, e i veleni, e il terrore: il nome dei Borgia deve risplendere e prosperare, e chi non è d’accordo è “nihil”…

Quando due maestri del calibro di Alejandro Jodorowsky, narratore, regista e taumaturgo inventore della “psicomagia” e Milo Manara, le cui figure femminili sono considerate a ragione le più belle e sensuali nel mondo dell’illustrazione contemporanea, si incontrano per dar vita a un fumetto su una delle famiglie più malvagie della storia come i Borgia, il risultato non può che essere sconvolgente. Il volume, recentemente ripubblicato in versione integrale da Panini 9L, esce per la prima volta in quattro volumi per la casa editrice Mondadori fra il 2004 e il 2011. La fedeltà storica non è rispettata, la sceneggiatura di Jodorowsky riprende piuttosto diversi aneddoti che gli storiografi e i documenti ufficiali hanno riportato sulla famiglia di Papa Alessandro VI e sul loro legame ben più stretto che il mero amore filiale e li romanza in modo da creare una narrazione coerente in cui prevalgono violenza, intrighi e, ovviamente, l’erotismo reso dalle maestose tavole a colori di Milo Manara, con i suoi caratteristici e sensuali nudi e con le scene ad alto contenuto sessuale che lo hanno reso celebre. La bellezza di Lucrezia, Cesare Borgia e di Giulia Farnese (Giulia la Bella, ricordata dalla storiografia come l’amante del Papa) è affrescata con cura, così come sono dettagliati i personaggi grotteschi come l’orbo Orsino Orsini, signore di Bassanello, o la megera che vende a Lucrezia il veleno per il suo promesso (e per nulla gradito) sposo. Il Re di Francia Carlo VIII è dipinto come un orrido nano, sebbene nessuna fonte storica lo ricordi così. La ragione di questa esasperazione dell’estetica per mostrare tratti caratteriali, quasi “lombrosiana”, ce la spiega Manara stesso in un’intervista del 2012 per il Napoli Comicon: il fumetto non ha altri sensi per arrivare al cuore delle persone se non la vista dei lettori. Suoni, movimenti, odori, ogni cosa deve essere resa dal disegno, che proprio per questo motivo deve spingere sul limite estremo, esagerare. Giostrare il pennello e il racconto fra la grazia del corpo e la turpitudine delle azioni. Fra la violenza che distrugge e le architetture imponenti delle città italiane. Fra i broccati pregiati e il vomito della peste. Fra il vino delle orge e il sangue dei nemici. Un volume che mette un sigillo d’autore sulla nera fama dei Borgia e sulle loro insane passioni, le stesse che ne hanno provocato la rovina: “Vanitas vanitatum et omnia vanitas “.



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