Città arida

Città arida

Shimada attraversa la città. Tiene gli occhi bassi, assorto nel suo mondo interiore. Quando arriva nella cucina del ristorante in cui lavora, lo chef lo accusa di essere arrivato in ritardo e lo maltratta. Accosta un orecchio al montavivande e sente strani rumori, rumori di bestie, dice, quelle che stanno servendo morte nei piatti. O forse sono quelle che mangiano con le posate al piano superiore. Ha una sola consolazione: Miyo. A quanto pare, però, Miyo non è di conforto soltanto a lui... A pochi passi dalla casa di Kamizaki, il mare è in tempesta. Ma la sirena è al sicuro, nella grande vasca all′interno. Un giornalista curioso, l′indomani, chiacchiera con Kamizaki e gli dice che in molti pensano che abbia pescato una sirena... Seconda guerra mondiale, arcipelago delle Caroline occidentali. Alcuni soldati dell′esercito giapponese sono in fila fuori dalla baracca del bordello. Ci sono circa quaranta donne, tra cui Sumi e Kikumaru, tutte al servizio della patria, come dice Matsumaru, non diversamente dai soldati che combattono. Ma Kikumaru ha un segreto, che ha a che fare con un piccolo altare davanti al quale ogni sera accende una candela... Nella Città Arida, su un treno, una donna è importunata da un anziano signore e lo denuncia. Ma alla stazione di polizia ritira le accuse rendendosi conto di non essere sicura che sia stato proprio lui. Quell′uomo non ha l′aspetto di chi farebbe cose del genere. Lo segue fino a casa e si prende cura di lui per farsi perdonare dell′errore...

Yoshihiro Tatsumi (1935-2015) è considerato il padre del Gegika, un genere di fumetto destinato a lettori adulti e caratterizzato dai contenuti drammatici, per comprendere il quale è necessario conoscere il contesto storico e culturale in cui fa la sua comparsa. Negli anni tra il ′45 e il ′60, il Giappone deve fare i conti con le rovine e con la necessità di ricostruire un′identità nazionale nuova per poter immaginare un futuro. Il manga era già una forma riconosciuta a partire dagli anni ′20, ma in questo periodo e soprattutto per opera di Tatsumi va definendosi come un vero e proprio strumento di documentazione della vita dei reietti, delle speranze disattese, dei sogni infranti. Le storie che compongono questa raccolta, pubblicate su varie riviste nel corso degli anni ′70, ritraggono la vita di uomini e donne che abitano un mondo privo di gentilezza, arido di tutto ciò che può rendere la vita piacevole o almeno sopportabile, arido di senso. Ogni storia procede rapida, con pochissimi baloon, con cambi di scena e scelte di taglio che danno spesso l′illusione di essere di fronte a un cortometraggio, più che a una pagina stampata. Un documento storico, da leggersi come tale, abbandonando la pretesa di conservare l′ottimismo.



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