Descender – Meccaniche orbitali

Descender – Meccaniche orbitali

Nella Luna meccanica, i due gemelli robot Tim-21 e Tim-22 si affrontano in uno scontro all’ultimo circuito per capire quale sistema di valori debba vincere: la riconoscenza verso il genere umano che guida il primo oppure l’odio cieco del secondo, ancora convinto delle ragioni della ribellione delle macchine portata avanti da Psius. Il capitano Telsa e il dottor Quon intanto riescono a fuggire dal quartier generale di Psius: durante la fuga si imbattono in un magazzino contenente migliaia di bot da guerra, e in questo modo riescono a capire quanto sia grave la portata della guerra che il capo dei robot vuole scatenare contro il Consiglio Galattico Unito. L’unico modo di salvare le sorti dell’universo è quello di tornare sul pianeta Nyrata e avvisare Nagoki e il CGU delle intenzioni dei piani di distruzione dei robot. Una sfida contro il tempo, anche perché Tim-21, che Telsa ha caricato nel mezzo spaziale insieme a lei e al dottore perché supportasse ancora una volta la missione, si scopre essere ben diverso da quello che i due pensavano che fosse. Intanto, anche Andy e il suo fedele co-pilota Blugger Vance sono alla ricerca di Tim-21, con l’apparente scopo di rottamarlo: per Andy un robot non può essere considerato un fratello, eppure ama ancora la sua ex-moglie Effie, che da tempo è diventata un mezzo-cyborg e ora lotta per i diritti dei robot…

Come anticipato nei volumi precedenti, anche Meccaniche orbitali si configura come un sempre più palese tributo all’universo di Star Wars. Fra i nuovi personaggi troviamo infatti Mizard, un anziano eremita gobbo e verdognolo che abita nella palude del pianeta Woch, che subito associamo allo jedi più noto e saggio, Yoda. Altri chiari omaggi all’immaginario cinematografico di George Lucas sono gli ologrammi azzurri recuperati dalla memoria del cane robot Botolo, grazie ai quali Andy può rivedere alcune immagini d’infanzia in cui compaiono lui e Tim-21 che giocano spensierati, e il cranio metallico del capo dei ribelli robot, Psius, modellato sull’inquietante maschera di Darth Vader. Rispetto agli altri volumi, lo stile di disegno è meno curato, e alcune vignette, nei colori e nella costruzione, sembrano quasi delle immagini di studio per storyboard. Mancano al lettore le ampie e suggestive splash page in acquerello che hanno caratterizzato i primi libri della saga. L’avventura di Tim-21 e la missione del Dottor Quan e del capitano Telsa per salvare le popolazioni dei pianeti affiliati al Consiglio Galattico Unito prosegue senza particolari colpi di scena e l’arrivo di nuovi robot Mietitori sembra imminente. Lo slancio con cui è iniziata la saga sembra perdere in ogni numero un po’ di smalto, non ci resta che attendere il quinto volume per scoprire se sia una condizione momentanea o permanente.



 

 
 
 
 

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