Fueye - Il suono del tango

Fueye - Il suono del tango
1916. Dal porto di Genova salpa una nave diretta verso Buenos Aires carica di emigranti italiani. Tra i passeggeri che sperano di vivere una vita migliore in Argentina ci sono Antonino Dufour e suo figlio Orazio. Giunti a destinazione dopo 40 giorni di navigazione, trovano alloggio in uno dei molti “conventillo” di Buenos Aires, appartamenti in cui cinque o sei famiglie di immigrati vivono tutte assieme condividendo il bagno e la cucina. Antonino, che è un anarchico, lavora come tipografo e in Argentina instaura una relazione con Nelida, una ragazza borghese che insegna pianoforte. Ogni mattina Antonino prima di andare al lavoro porta suo figlio (ormai divenuto per tutti Horacio) da Nelida. A casa della donna, che comincia già a chiamare “mamma”, il piccolo comincia ad appassionarsi al pianoforte. Vicente, un corpulento suonatore di bandoneón, passa tutti i giorni davanti a casa di Nelida per ascoltare i progressi di Horacio al pianoforte. A volte Vicente si intrattiene da Nelida per parlare con Horacio e per raccontargli i suoi aneddoti di musicista. Horacio rimane affascinato dai racconti e dalla personalità di Vicente tanto da chiedergli se un giorno potrà andare a sentirlo suonare. Vicente gli promette che lo porterà con se ma solamente se non dirà nulla al padre e a Nelida, visto che l'ambiente dove si balla il tango non è propriamente quello più adatto per un bambino...
Decisamente affascinante Fueye - Il suono del tango del quarantenne illustratore argentino (ma residente in Spagna) Jorge González: un sentito omaggio alla propria terra d'origine e al tango, il sensuale ballo che, nonostante la fama di pratica peccaminosa (oltre che per le movenze dei suoi passi anche a causa della diffusione nei bordelli e nei bassifondi della società) col tempo è divenuto uno dei pilastri della cultura argentina nel ventesimo secolo. L'autore narra la storia di Horacio, un bambino italiano emigrato insieme al padre in Argentina nel 1916 che, preso in simpatia dal suonatore di bandoneón Vicente, comincia ad appassionarsi a questa musica diventando in seguito un abile pianista. Una prospettiva del tutto plausibile quella scelta da González, dato che, oltre alla struttura armonica tipicamente italiana del tango, molti dei compositori che hanno reso famoso questo ballo in ogni parte del mondo - come Osvaldo Pugliese e Aníbal Troilo (senza contare il più giovane Astor Piazzolla) - avevano ascendenze italiane. La vicenda di Horacio, suddivisa in tre parti che vanno dall'infanzia alla maturità, si riallaccia grazie ad una serie di rimandi al secondo capitolo del libro: una sorta di dietro le quinte in cui l'autore racconta uno dei suoi annuali viaggi in Argentina, rendendo al contempo il lettore partecipe del processo creativo che ha portato alla realizzazione di Fueye. Azzeccatissimo lo stile grafico adottato da González: un disegno a matita estremamente fumoso, in grado di evocare sia le nuvole di fumo delle ciminiere delle navi degli emigranti sia quelle generate delle numerose sigarette fumate nelle milonghe e nei bordelli di Buenos Aires. E per rendere l'esperienza di lettura ancor più multi-sensoriale è possibile scaricare, collegandosi al sito www.marcelomercadante.org, la vera e propria colonna sonora del libro, affidata al fueye (termine del gergo lunfardo di Buenos Aires con cui viene chiamato il bandoneón) di Marcelo Mercadante, musicista argentino residente in Spagna come Jorge González.

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