Hanno ritrovato la macchina

Hanno ritrovato la macchina
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Sette anni dopo aver compiuto una rapina assieme, tre uomini sono costretti a incontrarsi di nuovo: la macchina con cui avevano fatto il colpo, che doveva sparire senza lasciare tracce, è stata ritrovata. Due dei complici si recano a casa del terzo, che sette anni prima aveva la responsabilità di far sparire la macchina, e lo uccidono per punirlo. Ma subito dopo iniziano a sospettare uno dell’altro...

Il nuovo maestro del noir italiano a fumetti è Gipi, al secolo Gian Alfonso Pacinotti, non si scappa. Un autore ormai maturo, capace di raccontare le storie dei suoi umanissimi e nerissimi misfits di provincia senza ricorrere a cliché, lavorando in sottrazione, alludendo senza strafare, camminando come un equilibrista sul filo tra parola scritta e disegni. Tenendo fede con rigore a quanto dichiarato in una recente intervista: “Sento una responsabilità forte verso me stesso. È una cosa dolorosa riguardare una storia vecchia e sentirsi a disagio. Mi capita, con alcune cose vecchie, dove non avevo fatto un lavoro sufficiente di riflessione. Dove, in sostanza, non sapevo bene che cosa stavo raccontando. Questa cosa mi fa molto male e, visto che preferisco essere felice che infelice, adesso mi tengo d’occhio: non mi fido delle mie sensazioni, delle mie opinioni e neanche delle mie conclusioni”. Il risultato di tanta sensibilità autoriale, unita ad una tecnica artistica davvero emozionante, un po’ tratto stilizzato un po’ acquerello, è in questo caso una storia breve ma durissima di sicari metà teneri metà spietati e di mogli fredde come lame, di telefonate notturne e albe gelate, di pallottole e segreti, di morti e vite senza rumore. La grande stagione del noir italiano è arrivata anche nel fumetto.

Leggi l'intervista a Gipi



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