Kids with Guns

Le taglie sulle teste dei tre fratelli Doolin non fanno che aumentare, le loro facce sono dappertutto come quelle di “una fottutissima boyband in tournée”. Nemmeno una locanda nel bel mezzo del deserto sembra un luogo sicuro dopo una rapina. Se poi, alla cieca fiducia di Duke nel barista alieno si aggiungono la diffidenza di Dan e la strana ragazzina che Dave presenta agli altri come sua figlia, la situazione si fa subito incandescente. I tre fratelli non temono di alzare le armi uno contro l’altro, ma nemmeno la ragazzina: non saprà leggere e scrivere ma, sì, sa sparare. In men che non si dica uno dei temuti ranger è alla porta, lasciando la locanda in briciole e Dave in fuga sul suo sauro con la bambina in fin di vita. Di certo un ritrovo di gangster non è ciò che si potrebbe definire “una colazione tranquilla in famiglia” ma questo è ciò che i fratelli Doolin hanno in comune: una certa propensione a sparare, il padre Bill “La morte” e i tre teschi di Moloch con i loro misteriosi e non del tutto controllabili poteri magici. Per Dave, poi, c’è la Bambina senza nome da tenere al sicuro: ora c’è una taglia anche su questa “Kid with guns” che, con una guida esperta e un po’ di ulteriore allenamento, saprà difendersi benissimo anche da sola…

Julien Cittadino, in arte Capitan Artiglio – come il protagonista del videogioco Claw – è già assai noto alla comunità del fumetto in rete. Questo esordio con Bao Publishing si affianca infatti alla collaborazione con l’etichetta indipendente di webcomics Wilder, per la quale Capitan Artiglio è sceneggiatore di Sappy. Come illustratore, si è dedicato soprattutto all’ambito musicale, collaborando con rapper come Rancore e Murubutu. Kids with guns è l’entusiasmante primo capitolo di una trilogia techno-western che mescola elementi di fantascienza con saloon e dinosauri, cacciatori di taglie, robot e teschi magici. Da subito, l’obiettivo sembra quello di stupire chi legge con accostamenti inaspettati: i tre pericolosi gangster e la ragazzina; il non proferire parola e una straordinaria abilità nello sparare; il grande bisogno di protezione, di una famiglia, di affetto e la violenza più brutale, fin dalle primissime pagine; il western e i dinosauri… E poi mondi fantastici e personaggi descritti con un disegno colorato, ricco e avvincente che fa venire voglia di soffermarsi sulle immagini indipendentemente dalla storia e dal testo. Come nelle aperture di capitolo – quelle che gli addetti ai lavori indicano ed elogiano come splash page – inserite apposta a questo scopo. Il montaggio, gli effetti cinematografici… il ricercato effetto di stupore è raggiunto appieno e funziona tanto per chi riconosce le molte citazioni inserite nella narrazione quanto per chi, semplicemente incuriosito da questi accostamenti inusuali si lascerà trascinare dall’epica che Capitan Artiglio è in grado di creare. Altro pregio è una dimensione femminile forte, convincente, appassionante. Se un difetto si deve trovare è nella forse troppo improvvisa comparsa di una sorta di sfida finale per la protagonista. Ma anche la dimensione dell’esposizione mediatica – e quindi dei tempi repentini e falsati che essa comporta – è uno dei temi della storia. In ogni caso, è solo il primo volume: c’è tempo per dare sviluppo e senso ai molti filoni e spunti qui accumulati.



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