La stanza silenziosa

La stanza silenziosa
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Nella solitudine della sera una donna torna dai bagni pubblici verso casa. Il profumo del talco si spande fino all’uomo che cammina dietro di lei. L’uomo osserva quella gonna così corta. All’improvviso, un’auto invade la strada e investe la donna, che finisce nel prato. L’uomo va a controllare come sta: la gonna si è sollevata e la donna non risponde… Lungo una stretta strada di campagna, un’auto manda fuori strada un uomo in bicicletta. Quando arriva la polizia l’uomo nell’auto prova a scappare e poi si rifiuta di scendere. Perché non risponde? E perché comincia a togliersi i vestiti?... “Ho preso in affitto una stanza in segreto da mia moglie”. Una stanza in cui semplicemente passare il tempo per conto proprio, anche senza fare nulla. Quando la moglie scopre dei soldi spesi e del falso nome, però, non si arrabbia: bisogna sistemare la stanza in modo da non destare sospetti, aggiungere il letto, un po’ di arredo, farla diventare uno studio, dormirci qualche volta - magari insieme… Con i manga non va tanto bene, ma c’è lo stipendio della moglie, che lavora in un velodromo. Sarebbe emozionante se il marito, riconoscibile da una benda sulla mano, venisse a scommettere e i due potessero toccarsi solo per quel momento, avvicinati da un comune segreto… La stanza presa in affitto è il covo di un artista che dipinge quadri a olio senza saperlo fare. I manga, come al solito, non rendono granché e non rimane che frequentare il bar dove lavora la bella Tomiko. Così Tsube fa amicizia con un altro avventore abituale e insieme provano a ideare un progetto editoriale per racimolare un po’ di soldi. Bisognerà trovare un esperto imprenditore e degli sponsor…

La stanza silenziosa è una raccolta di racconti autobiografici pubblicati in rivista tra il 1972 e il 1987, durante il periodo che è considerato la maturità di Yoshiharu Tsuge. Costituisce il terzo volume di un’ideale trilogia pubblicata in Italia dalla casa editrice e associazione culturale Canicola, che ha curato nel 2017 L’uomo senza talento e nel 2018 Il giovane Yoshio. La raccolta include Ricordo di un’estate, L’incidente, La stanza silenziosa, Il gioco del giorno, Ikebukuro 100, La vicina di casa, Addio. Questi racconti, disposti in ordine cronologico, esemplificano pienamente le caratteristiche del genere gekiga, nato in contrapposizione ai più diffusi manga di intrattenimento: temi come la sessualità, la violenza, le difficoltà economiche ed esistenziali, raccontati con uno stile crudo, diretto e talvolta disperato. Viene descritta una società per certi aspetti assai disinibita ma in cui cavarsela sembra difficile per tutti, tanto nella vita di città quanto in quella di campagna. Diversi racconti, tra cui quello che dà il titolo alla raccolta, richiamano da vicino l’esperienza artistica dell’autore: il mondo delle librerie a prestito, il lavoro – impegnativo ed economicamente precario – del disegnatore di manga. È forse questo il tema più attuale di questa raccolta: la difficoltà del processo creativo inteso come forma di espressione ma anche come (imperfetto) mezzo di sostentamento e riconoscimento sociale. Altro tema importante è quello delle relazioni sempre complicate, talvolta morbose, con il genere femminile: il racconto che apre la raccolta, da questo punto di vista, è quello dall’impatto più forte e dal punto di vista più controverso. Tutto viene raccontato senza eufemismi: nelle trame, nella scelta delle parole e nei disegni. Non c’è autoassoluzione né compassione, solo una sorta di rassegnazione lucida e pacata. Una raccolta di lettura non facile, forse meno riuscita dell’Uomo senza talento, ma altrettanto potente, e che rappresenta un tassello importante della storia del fumetto giapponese e della produzione di Yoshiharu Tsuge.



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