La vetta degli dei – Volume 5

La vetta degli dei – Volume 5
Si conclude l'avventura del fotografo Fukamachi Makoto e dell'alpinista Habu Joji. Arriva al culmine la sfida agli oltre 8000 metri del monte Everest per svelare il mistero della scalata degli inglesi Mallory e Irvine, tentata settant'anni prima, il cui successo non venne mai accertato per via della scomparsa dei due durante l'impresa. Habu decide di proseguire da solo senza l'ausilio delle bombole d'ossigeno, percorrendo la via più difficile e rischiosa. Fukamachi, preoccupato per l'incolumità del compagno di cordata, decide di appostarsi con la sua macchina fotografica sul lato opposto, in attesa di vederlo spuntare sulla parete che anticipa la vetta. Al comparire di Habu, riesce a scattare delle fotografie appena prima dell'arrivo di una nube che ne renderà impossibile la vista. A questo punto Fukamachi, stremato dal freddo e dalla stanchezza, si vede costretto a tornare al campo base dove attenderà il ritorno di Habu. Passano diversi giorni senza che nulla accada; ormai è tempo di rientrare in Giappone. Il mistero di Mallory e Irvine sembra quindi destinato a rimanere irrisolto, e la scomparsa di Habu continua a tormentare Fukamachi...
La vetta degli dei è la trasposizione a fumetti dell'omonimo romanzo dello stesso Baku Yumemakura, disegnata dal maestro del manga Jirô Taniguchi. Quella che inizialmente può apparire come un'avventura intrisa di misteri sepolti sotto le nevi dell'Everest è in realtà un'allegoria che ci racconta della natura umana, sempre protesa verso la sfida contro se stessi, alla costante ricerca di nuovi orizzonti da raggiungere (e da oltrepassare). Come già fece Melville con la balena bianca in Moby Dick, qui Yumemakura pone il “tetto del mondo” come “bianco oggetto del desiderio” da conquistare, con il quale misurarsi al fine di superare il proprio limite di “semplice uomo” e di ascendere/trascendere, in qualche modo, ad uno stato di consapevolezza superiore. Ecco quindi passare in secondo piano le figure di Mallory e Irvine  - che di fatto sono i propulsori delle vicende della saga in cinque volumi de La vetta degli dei - per lasciare spazio alle storie di uomini che su quella vetta, anche a migliaia di chilometri di distanza, vedono l'obiettivo finale della propria esistenza.

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