Materia degenere

Materia degenere

Il deserto è un luogo crudele e solitario, quando non si sa dove andare. Così può capitare di seguire chiunque. Un gringo dall’ampio capello, una donna che indossa solo dei luridi jeans, o un nano col turbante. Cattive compagnie, guide poco raccomandabili… Dopo la condanna a morte di Andrea D’Amico, anche l’ex-miliziano Raffaele Cozzolino è ricercato per i suoi crimini: omicidio multiplo di due ufficiali e di otto soldati del suo squadrone. Cozzolino è ancora latitante nella città ormai preda del caos in cui la natura sembra riprendersi gli spazi fra l’asfalto, con le sue foglie rampicanti che arrivano in cima ai pali e ai semafori. Cozzolino mette una maschera per non farsi riconoscere da chi lo cerca per eseguire la condanna, vuole andare nel covo del nemico, al matrimonio di sua figlia Elisa… Brodovsky è arso dalla sete in quello strano luogo che sembra un deserto, irto di mostri neri dalle lunghe zampe che lo tormentano. Il bambino che lo salva dall’attacco sembra conoscere il suo destino, gli rivela che si trova in un viaggio dimensionale architettato da Elok, entità che Brodowski conosce fin troppo bene… È una strana notte, a Parigi. La ragazza ha i capelli neri e sembra Louise Brooks nel suo abito nero impreziosito da candide piume. Esce di casa nel cuore della notte, prende le chiavi della sua cabrio e sfreccia verso il negozio dello strano mercante dallo sguardo enigmatico, per cercare l’ampolla che le serve per compiere il suo piano… Lola sa che lasciare la sua navicella spaziale per cercare Annibale sulla Terra potrebbe rivelarsi troppo pericoloso, ma lo fa lo stesso…

Materia degenere è una raccolta di racconti a fumetti curata da Marco Galli. Lui stesso racconta nell’introduzione al volume la genesi del progetto “Decisi che i racconti sarebbero stati cinque. Che volevo lavorare con giovani autori e che sarebbero state donne. […] Per noi questo libro è un oggetto prezioso, una scommessa perché nel mondo dell’editoria a fumetti i libri di racconti sono malvisti”. Il titolo della raccolta riprende invece la volontà di non attenersi a un unico genere narrativo, ma di lasciare le autrici libere di esprimersi dando loro solo alcuni cenni sui protagonisti, e qualche suggestione. Il risultato è un prodotto ad alta densità di registri, con un’apertura magistrale di Roberta Muci, in arte Joe1, che firma il racconto In tre più il nano del deserto. Oltre al disegno e alla colorazione estremamente curati, l’autrice sviluppa uno stile narrativo originale ed efficace: inserisce tre co-protagonisti con inquadratura oggettiva più un protagonista in soggettiva, dando vita a un racconto dalle suggestioni kinghiane, sospeso fra la follia del deserto e quella di un luna park abbandonato. Dopo un esordio così, il lettore si aspetta una qualità dello stesso tipo anche per le altre storie. Si aspetta suspense, un guizzo singolare nel montaggio narrativo: desiderio che viene a mancare almeno fino a La sposa del diavolo, interessante racconto dark a matita di Monica Rossi che si snoda come un film muto dalle tinte esoteriche e mystery. L’esperimento di unire nello stesso volume generi letterari (e stili di disegno) diversi spaziando dal crime-grottesco fino al fantascientifico è lodevole ma per centrare l’obiettivo è necessario uno spessore narrativo che nasce dallo studio e dalla ricerca (anche sperimentale) della narrazione breve, materia degenere estremamente complicata da trattare perché necessita di una consistenza ad alta densità, da esprimere in un brevissimo spazio. Oppure si rischia di essere troppo concisi e circoscritti negli argomenti (come in Lola space, bang and kiss) o al contrario troppo poco, lasciando un nucleo narrativo eccessivamente sfilacciato (Brodovsky attraverso la realtà).



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