Motor Girl

Motor Girl

Una qualche periferia a Black Rock, Nevada. Sam sta cercando di aggiustare uno dei vecchi motori nel cortile della sua rimessa di autodemolizioni e intanto sta chiarendo al suo gorilla Mike quanto sia vicina la fine della civiltà da quando le persone stanno su Facebook mentre sono alla guida di SUV da tre tonnellate. Il caldo del pomeriggio è insopportabile, così i due amici entrano in ufficio a bere una coca fresca. Pochi minuti e in lontananza comincia a sentirsi il motore della Plymouth degli anni Sessanta con la batteria perennemente scarica: l’auto di Libby. L’ottuagenaria padrona della rimessa, con il solito carico di energia, avvisa Samantha che “un riccone vuole comprare questo posto”, offrendo un assegno a parecchi zeri, sicuramente molto più alto di quanto la rimessa vale. La questione è così strana che le due donne prendono un po’ di tempo per pensarci, d’altra parte la notte porta consiglio. Ma è proprio nel cuore della notte che Sam viene svegliata da una luce abbagliante. Affacciandosi alla finestra trova all’esterno della rimessa un oggetto volante non identificato. Tondeggiante e luminoso. Un ufo! Sam è sempre stata sicura che i terrestri non fossero i soli abitanti dell’universo, ma trovarsi faccia a faccia con questa straordinaria scoperta la lascia basita. Fino a quando dall’ufo, che pare essere in panne, non scende un buffo esserino con un naso enorme e un enorme casco in testa. “Bik”, sembra presentarsi. I suoi simili lo hanno mandato ad aggiustare il guasto ma il piccoletto sembra non capire molto di perdite idrauliche, al contrario di Sam…

Autore del capolavoro Strangers in Paradise (Eisner Award per la serie Best Continuing nel 1996) Terry Moore colpisce nel segno anche con l’emozionante storia di Motor Girl. L’unica certezza è che miscelando elementi come una ragazza, un gorilla, motori e alieni, l’esito sarebbe potuto essere più che imbarazzante, se gestito in modo superficiale o eccessivamente “funny”. Invece la storia di Moore, con la sua sceneggiatura solida e i dialoghi mai banali e con una narrazione che scivola dal surreale alla cupa realtà della guerra in Iraq è capace di regalare al lettore ciò di cui ha più bisogno: dei personaggi vivi immersi in un contesto plausibile, seppur fantastico. La protagonista della storia, Samantha, è un’ex-marine (un’eroina di guerra) tornata in Nevada a gestire un decadente sfasciacarrozze di proprietà dell’agguerrita vecchina Libby. Sam abita assieme a un gorilla tuttofare di nome Mike. In questo scenario solitario, come può esserlo un luogo in cui le temperature raggiungono i 45°C, si inserisce la vicenda fantastica dello sbarco del piccolo alieno Bik e l’arrivo dell’antagonista, lo scienziato governativo Lewis Walden. Una serie di elementi piuttosto comuni in una storia con incontri ravvicinati del terzo tipo, che però prende una piega inaspettata che rende Motor Girl una lettura da non perdere, capace di divertire, commuovere e catturare l’attenzione dalla prima all’ultima pagina. Perché se esiste qualcosa su cui è facile fare affidamento per chi legge fumetti, è proprio la consapevolezza che Terry Moore sa come raccontare una buona storia attraverso dialoghi di livello eccellente, espressioni e piccoli gesti significativi e un’idea dello spazio bianco mai banale.



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