Quaderni giapponesi ‒ Il vagabondo del manga

Quaderni giapponesi ‒ Il vagabondo del manga
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La fioritura dei ciliegi in Giappone è al centro di un rito, l’Hanami, ovvero la “contemplazione dei ciliegi in fiore”. È l’arte, squisitamente giapponese, di render omaggio al sublime. La fioritura, nell’accezione positiva di rinascita, dura pochissimi giorni per lasciare poi spazio ad una lenta malinconica nevicata di petali che ricopre i parchi. L’Hanami simboleggia l’accettazione della fragilità, della caducità, dell’impermanenza. Eppure nonostante questo sublime esperire è così difficile per Igort accettare lo sfiorire dei luoghi dei ricordi quando torna a Tokyo per una mostra a 4 mani con Jiro Taniguchi. La città, la vecchia casa, il consueto albergo: tutti demoliti per lasciare spazio a nuove costruzioni, alla banalità di una metropoli futuribile. Una metropoli da abbandonare per perdersi nel languore della natura essenziale, ma densa al tempo stesso, esplicita e misteriosa, del Giappone: “E forse, cominciai a capire, perdersi in luoghi sconosciuti permetteva di penetrare in stanze segrete, di un sé più profondo”…

Ed è languore la parola (e il sentimento) chiave che accompagna questo viaggio nel Giappone. Forse quello che meno ci aspetteremmo da questo autore, Igor Tuveri in arte Igort. Dai toni caldi dei petali di ciliegio alle tinte sanguigne dei Criptomeria, i cedri rossi giapponesi, al bianco freddo della neve delle alpi nipponiche, fino al verde della copertina, ogni colore evoca sapori antichi e misteriosi, gli spiriti di questa terra lontana. Il libro, come racconta lo stesso autore, parte da una domanda centrale: se i narratori abbiano diritto alla contemplazione. E lui risponde abbandonandosi pagina dopo pagina ad un ozioso vagabondaggio contemplativo, attraverso una natura calma e misteriosa. Igort trova il tempo e il ritmo giusto per dedicarsi all’incontro e al Giappone rurale, per raccontarci quel non detto magico su cui poggia la tradizione dei grandi studi di animazione giapponesi, quella natura animata che fa da sfondo alle storie di Hayao Miyazaki e dello studio Ghibli. Il secondo episodio dei Quaderni giapponesi, Il vagabondo del manga (con citazione di Jack Kerouac) esce per Oblomov, la casa editrice lanciata da Igort insieme a La Nave di Teseo. Attraverso gli infiniti dettagli che prendono vita dall’acquerello e i cenni essenziali pulsanti di vita e di significato del sumi-e (tecnica pittorica ad inchiostro di china che dalla Cina arriva in Giappone), Igort riesce ad esprimere l’inesprimibile, a comunicare l’incomunicabile e a portarci nell’anima profonda della cultura e della natura giapponesi. “I cinesi antichi dicevano che per fare un buon dipinto servono tre qualità: la mano, l’occhio e il cuore. Due non bastano” si legge nella pagina Facebook dell’artista. Igort ha mano, occhio e tanto cuore per usarli al meglio. I quaderni giapponesi, ma anche russi e ucraini di questo generoso disegnatore di storie che è Igort, con molte tavole originali e diversi studi preparatori, saranno in mostra da sabato 3 febbraio 2018, giorno della inaugurazione, fino al 25 marzo presso il Santa Maria della Pietà di Cremona. “Igort, Racconti vagabondi” è il titolo di questa mostra promossa dal Centro Fumetto Andrea Pazienza, da non perdere per chi ama il viaggio, il racconto e l'oriente. Ipnotizzata dalla questa poesia silenziosa, mi ritrovo restia a tornare al frastuono del mondo e chiedo di restare protetta da tanto languore.

LEGGI L’INTERVISTA A IGORT



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