Quebrada – La città delle maschere

Quebrada  – La città delle maschere

Quebrada è la città delle maschere, quelle che non vanno mai disonorate né tradite. La máscara de luchador. L’identità del lottatore di lucha libre è la maschera, e la maschera è una. Per questo Julio Buenadía viene ucciso nel suo appartamento: ha osato indossare, sotto compenso, la maschera di La Cruz, luchador scomparso misteriosamente due mesi prima, subito dopo la vincita del titolo mondiale. Ogni lottatore combatte per se stesso e per l’onore della sua maschera, al torneo dell’Alianza de Lucha Libre. Uno spettacolo che vive sotto i riflettori dei mass media, ma questa volta il torneo è stato sporcato dalla scorrettezza di Ultra Sombra che, per battere il campione in carica, Super Cobalto, ha usato una mossa proibita e gli ha spezzato una gamba. Un’azione che non è passata inosservata né al pubblico né a Rey Negro, il capo della città, che ha dovuto rinnegare il suo pupillo e ora cerca di mantenere l’ordine costituito supportato dalla sua Reina Negra, spietata e misteriosa compagna di vita ed affari, e dai luchadores fidati del Clan Negro. Il potere deve essere totale, anche a costo di ferire sentimenti e ricordi, per questo qualcuno manda l’affascinante Mezcal a casa di Pasión, la luchadora dalla felina maschera fucsia, stella nascente a Quebrada: quella ragazza ha qualcosa di importante, qualcosa con cui comprare fette di potere. Pasión ha una vecchia maschera da luchador, sua madre gliela affidò poco prima di morire e lasciarla sola, arrabbiata e desiderosa di vendicarsi su un padre che non ha mai accettato la sua nascita…

In un panorama fumettistico internazionale in cui le metropoli ad alto tasso criminale hanno bisogno di supereroi per non soccombere, Quebrada spiazza per la volontà di creare una città in cui non esistono eroi e i confini fra buono e cattivo sfumano sotto il peso delle maschere colorate dei luchadores. I lottatori mascherati della lucha libre messicana non proteggono nulla se non se stessi e l’identità sotto le loro maschere, e si muovono in un ambiente che racchiude voglia di emergere e tradizioni (“la maschera anziana va rispettata. Mostra sempre rispetto verso i luchadores più esperti”), intrighi e omicidi, tradimenti e provocazioni (“Abbandona vecchio, non sei abbastanza forte per me!”, grida sul ring Espacio Azul, il figlio ribelle di Sangre Sagrada). Nessun salvatore mascherato dunque, per distinguere le parti l’autore è stato abile nel creare un super-cattivo, Ultra Sombra, “monster heel” oscuro, con la maschera che sembra un teschio: un combattente che non ha regole fuori e dentro il ring, accecato dalla volontà di fama e potere e protetto dalla maschera anche nelle azioni più turpi. Quebrada è un progetto innovativo che parte da lontano: le prime storie presenti nell’albo compaiono per la prima volta nel 1997, pubblicate dall’etichetta indipendente che Casali ha fondato con Giuseppe Camuncoli, Innocent Victim. Dopo dieci anni, a pubblicare La città delle maschere è la Edizioni BD. Due anni fa i luchadores hanno acquistato nuovo vigore editoriale grazie al Progetto Radium (fondata dallo stesso Matteo Casali assieme a un team di professionisti nel settore del fumetto), che si occupa di crowdfunding e storie disegnate: il finanziamento di 30mila euro necessario per il secondo volume (Seconda caduta, in uscita prossimamente per Saldapress e in un volume speciale per i finanziatori del progetto) è raggiunto e superato, così di Quebrada viene ristampato (e ampliato) per Saldapress, che ha fortemente creduto nei progetti Radium, anche il primo volume, mantenendo il titolo La città delle maschere. Quebrada è un progetto di Matteo Casali corale e collettivo, in collaborazione con diversi fumettisti e coloristi, proprio per questo i tredici capitoli della raccolta hanno tratti e colori differenti che spaziano dallo stile Marvel all’italiano senza soluzione di continuità, dalla colorazione digitale raffinata al bianco e nero classico (frutto anche delle diverse edizioni che ne hanno caratterizzato il percorso editoriale). La differenza salta all’occhio al lettore che, pur restando soddisfatto dalla storia, troverà un po’ illogici i passaggi di testimone fra colorato e inchiostrato. Una lode particolare allo stile cinematografico e “caravaggesco” del capitolo 7 (La notte in cui tutto ebbe inizio).



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