Rocketeer – Il carico maledetto

Rocketeer – Il carico maledetto

Ormai esperto nell’utilizzo del jet-pack cirrus e impegnato a svolgere una vita parallela da supereroe sotto il nome di Rocketeer, Cliff Secord continua parallelamente il suo lavoro da pilota acrobatico, nonostante gli ostacoli burocratici messi in atto dagli ispettori dell’aviazione civile. Fortunatamente, ad aiutarlo nella gestione dell’attività, oltre al fidato meccanico, amico e mentore Peev, entra a far parte del team anche la giovane Sally, nipote di quest’ultimo. Non troppo segretamente invaghita di lui, Sally deve arrendersi all’evidenza che, nonostante i continui litigi, il cuore di Cliff continua ad appartenere all’avvenente Betty. Ma le faccende professionali e sentimentali devono essere presto messe da parte; un misterioso e letale carico arriva nel porto di Los Angeles su una nave capitanata da un enigmatico individuo, da tutti conosciuto come il Padrone. Venuto casualmente a conoscenza delle incredibili prestazioni del jet-pack, il Padrone escogita un piano per sottrarre il cirrus a Cliff, riuscendo, dopo uno spettacolare combattimento contro Rocketeer, nel suo intento. Nel tentativo di recuperare il proprio equipaggiamento di volo, Cliff scoprirà la spaventosa natura del carico della nave, proveniente niente di meno che dalla famigerata Skull Island, che minaccerà di devastare l’intera città…

Il carico maledetto è il secondo cartonato che Saldapress dedica all’antologia del supereroe vintage creato da Dave Stevens, all’inizio degli Anni ’80. Abbandonate le iconografiche e sognanti atmosfere del ciclo di storie originali, fatte di bulli, pupe e agenti segreti che sembrano gangster, Mark Waid corregge il tiro, portando Rocketeer in contesti vagamente dark, in linea con stili narrativi più tipicamente millenial. Alla ricerca e alla valorizzazione dell’iconografia pop statunitense della golden age, componente importantissima del lavoro di Dave Stevens, il nuovo team creativo preferisce un approccio focalizzato sulla realizzazione di una storia cruda ed esplicita che, pur non denaturando lo spirito dei protagonisti, sposta (e di parecchio) il baricentro del concetto fondante della testata, creata oltre vent’anni prima. Non sono sufficienti i riferimenti al cinema di genere Anni’30 per riallacciarsi all’anima dietro al progetto editoriale di base; Il carico maledetto, nonostante la buona scrittura di Waid, priva Rocketeer di una parte del suo fascino innocente e vagamente malinconico, caratteristica che Dave Stevens esprimeva soprattutto attraverso le sue eccezionali tavole, e a cui il pur ottimo Chris Samnee non riesce minimamente ad accostarsi. Seppur l’evoluzione del modo di fare fumetti abbia comprensibilmente l’onere di seguire lo zeitgeist e le tendenze del pubblico, Il carico maledetto risulta un’opera riuscita solo in parte proprio perché, nell’onesto tentativo di attualizzare un personaggio, crea una deriva che finisce per lasciare l’amaro in bocca a chi, invece, ha bisogno tornare a un’epoca in cui le avventure si leggevano sorridendo…



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