Safari Honeymoon

Safari Honeymoon
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Lui è un uomo d’affari, lei una donna attenta ai particolari. Con loro c’è un guida esperta per accudirli durante la loro luna di miele, un safari per l’esattezza, un viaggio immersi nel verde e circondati da assai strane forme di vita vegetali, spesso tutt’altro che innocue. Caschetto coloniale, archibugio in mano e colpo in canna. Una mira perfetta. La preda è inerme. Un gigantesco essere tutto fauci e tentacoli che non sfigurerà nel salotto buono! Nel frattempo da una pianta nasce un piccolo omino con una buffa testa fatta di cerchi. Ce ne sono altri come lui, con altre buffe teste. Un safari può essere irto di pericoli e solo una guida che conosce il suo mestiere sa estrarre dall’orecchio un parassita lungo quanto un braccio e salvaguardare la salute del suo ospite. Anche la foresta nasconde mille insidie e mestieri: collinette soggette a sacche temporali dove è possibile rivedere i se stessi di pochi attimi prima, piante e creature dalle fisiologie improbabili come un quadrupede a forma di X con un solo occhio che si ciba di ossicini oppure uno strano animale in grado di ingurgitare se stesso sino scomparire…

Jesse Jacobs è un artista nato nel mercato underground di Halifax e nutritosi con le pagine di Chester Brown (Io le pago. Memorie a fumetti di un cliente di prostitute e Non mi sei mai piaciuto) e Mark Bell ed è anche uno dei cartoonist dietro il grande successo di Adventure Time. In realtà, le somiglianze grafiche non sono poche con la serie in questione, ma non cadiamo in inutili paragoni. Sono due prodotti diversi, sia chiaro, dissimili: ma il tocco di Jacobs, a posteriori, si riconosce piacevolmente. Sfogliando le pagine di Safari Honeymoon ritroviamo la stessa plasticità e la stessa mutevolezza che su carta, in questo caso, non perdono assolutamente di movimento. Tema caro all’autore, poi, sono proprio le piante che, oltre a dare il la cromatico a tutta la graphic novel in un vero e proprio greenscale, ne sono oggettivamente anche le protagoniste. Velenose, cangianti, dominatrici. Tanto che viene da pensare che “la storia” sia solo un mezzo per descrivere questa sua folle e bellissima zolla di terra. La vegetazione di Jacobs, infatti, è un intricato sfondo animato che con le proprie involontarie ed assurde regole plasma tutta la trama. Un walkabout che i characters umani affrontano con stupori e tremori di chi è tanto felicemente smarrito da accorgersene appena o troppo tardi. Il tratto particolareggiatissimo di Jacobs, inoltre, non si lascia sfuggire nessun particolare e sin dalla cover è possibile rendersi conto di quale minuziosità sia capace, trasformando la fittissima flora in una autentica architettura del verde.



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