Science Dog

Science Dog

Science Dog. Pelo grigio, maglietta rossa, pantaloni mimetici, jet pack ed occhialetti da pilota. Prima era solo la mascotte del Dottor Collins con una comoda cuccia nel suo laboratorio. Non tutti, però, erano d’accordo nel tenere un cane libero di circolare tra tante sofisticate apparecchiature, soprattutto Walter, l’assistente di Collins. Poi ci fu l’incidente: durante un esperimento, proprio per colpa di una stupida pallina rotolata nel posto sbagliato nel momento sbagliato. La piccola mascotte di Collins si mutò in un cagnolone antropomorfo e l’antipatico Walter in un macrocefalo geniale e vendicativo. Ora Science Dog è diventato eroe ed avventuriero, ha la sua nemesi, le sue straordinarie capacità intellettive, i suoi amici scienziati e soprattutto un grande senso di responsabilità. E cosa può fare un campione di intelletto e coraggio il giorno in cui non riesce a salvare i suoi amici e la sua città? Tentare, tentare e tentare ancora, anche a costo della sua stessa esistenza…

La storia di Science Dog inizia ben 16 anni fa, alla Comic Con di San Diego del 2000, quando Robert Kirkman non aveva ancora creato fumetti come Invincible o The Walking Dead ed aveva alle spalle solo un paio di numeri di Battle Pope ma tutte le intenzioni di sfondare. Propose, così, insieme al disegnatore Cory Walker, l’idea di Science Dog alla Image Comics, che però la rifiutò, lasciando il progetto nel limbo personale di Kirkman, almeno fino a quando questi non lo trasformò prima in fumetto nel fumetto ‒ proprio all’interno di Invincible come comic book preferito del protagonista e regalandogli anche dei piccoli cameo in The Walking Dead – ed infine in un comic book reale nelle back-stories pubblicate su Invincible 25, 50 e 75, ora raccolte in questo volumetto. Probabilmente lo spazio limitato ed il mestiere di Kirkman fanno di Science Dog un fumetto veramente particolare, godibilissimo e, nelle sue poche tavole, organico e completo. Kirkman riesce ad infilarvi origini segrete, viaggi nel tempo, realtà alternative, comprimari credibili e tanta tanta science fiction. I vari elementi tipici del genere non sono mai banalizzati e certe trovate, mascherate da ingenuità volute, riportano alla mente un pizzico di Tom Strong e quelle sorridenti storie anni ’60 che precedevano di poco i famosi “eroi con superproblemi”, il tutto, però, senza scadere nel semplicistico o dando per scontati gli sviluppi della storia. Un grande omaggio al genere, divertente e rassicurante, ma soprattutto che non richiede conoscenze di continuità pregresse per chi fosse a digiuno delle altre pubblicazioni Saldapress dedicate all’universo supereroistico di Kirkman.



 

 

 

 
 
 
 

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