Sophia

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Sophia, giovane disegnatrice con la passione per l’alchimia, è in vacanza al mare con il suo fidanzato Carlo e alcuni suoi amici sub. Da quando si è fissato con il safari fotografico subacqueo andare al mare è diventato un vero incubo, per Sophia. Prima prendevano due asciugamani, un costume di ricambio, crema solare, acqua, cracker e partivano, come selvaggi. Si bastavano da soli. Ora devono portare le mute, la macchina fotografica, le zavorre, il monobombola, il gav “e centomila altre stronzate”. E poi stanno sott’acqua delle ore, lui e i suoi amici ipercinetici del corso per sub. Sophia aspetta, aspetta. Da sola. Leggendo, prendendo il sole e sbuffando. E facendo pure la figura della snob che se la tira. Alla fine scoppia un gran litigio: Carlo rimprovera a Sophia di non rispettare la sua passione, in fondo lui sopporta la sua fissazione per l’alchimia che gli sembra “una tale stronzata”, perché lei non può fare lo stesso? Carlo se ne va sbattendo la porta. Sophia dovrebbe aver voglia di piangere, invece si sente così leggera… una piuma. Molla tutto e parte per Bologna: fa tappa per un po’ dal suo amico gay Leo, ma si accorge presto che la convivenza non può durare, così su suggerimento della madre va a stare in un appartamento di proprietà dell’amico di famiglia Ermete, anziano ex medico ed alchimista provetto. Qui la ragazza conosce Rino, fascinoso vicino di casa esperto di profumi, del quale si innamora, e scopre in cantina due sfere antichissime a quanto pare appartenute nientemeno che a John Dee e contenenti polvere di trasmutazione di argento e oro...

In pochi fumettisti come in Vanna Vinci è possibile rintracciare i segni di una costante, marcata crescita artistica. Prova ne è questo Sophia, vero capolavoro di ironia, leggerezza e originalità. Le matite spigolose, il tratto sexy e stilizzato, la sceneggiatura frizzante e intimista sono perfettamente funzionali ad una storia che è una sintesi felice di commedia sentimentale “giovane” e thriller onirico (con la sottotrama dell’elisir di lunga vita che porta Sophia a incontrare sedicenti immortali annoiatissimi, decadenti ma assai credibili, fascinosi e soprattutto credibili). La Vinci ci racconta il percorso iniziatico di una ragazza d’oggi alle prese con una antica tradizione esoterica, con le asperità dell’amore e con la definizione del sé. Un lungo racconto a fumetti davvero delizioso, che sa affrontare con gusto anche temi spinosi come la morte, il sesso e l’esoterismo, impreziosito da due appendici altrettanto deliziose nelle quali la Vinci, utilizzando un tratto più caricaturale e “pupazzettistico”, narra una breve storia dell’Alchimia e stila le “istruzioni per l’uso” per la gestione di un laboratorio alchemico. A chiudere il volume – che raccoglie in edizione di pregio due albi usciti quasi un decennio fa per la Kappa – una galleria di bellissimi bozzetti.



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