The Steams vol. 1

The Steams vol. 1

Parigi, 1909. Lady Ward, l’affascinante vedova di uno degli uomini più influenti di Londra, è su uno zeppelin: nonostante il sontuoso abito da sera di pizzi e merletti e il seducente corpetto ha una pericolosa missione da compiere. Un lavoro pericoloso per salvare la “sua” Londra. La soluzione è esplosiva ma non è certo quella che sperava. Una volta tornata in Inghilterra, nella sede del Secret Intelligence Service gestita da lord Lyttelton, scopre che un’altra minaccia oscura l’Impero. Un prigioniero speciale è riuscito a fuggire dai laboratori del Sis. La sua forza bruta è tanto misteriosa quanto incredibile: in realtà l’uomo non era affatto un prigioniero ma un cadavere su cui si stava eseguendo un’autopsia… In Alaska c’è un uomo fortissimo, talmente forte che le leggende raccontano che sia riuscito a battere perfino un orso infuriato. Azarov è conosciuto per questo motivo come “l’orso di Kodiak”. Talmente forte che potrebbe battere, per soldi ovviamente, perfino Punch, il superuomo meccanico, campione indiscusso del grande match. Un uomo-macchina capace di spezzare i nemici come fuscelli, o almeno i normali sfidanti, ma con l’orso di Kodiak è tutto un altro paio di maniche…

Negli ultimi anni il genere steampunk, che unisce vapore e fantascienza, abiti vittoriani e pistole laser, sta cominciando a fiorire anche in Italia. Fumetti, romanzi, eventi steampunk in cui gli abiti settecenteschi di pizzi e merletti vengono arricchiti di bronzeo metallo e armi più o meno originali stanno conquistando sempre più appassionati, perché ammettiamo, lo stile non è acqua, è vapore. Anche Noise Press si lancia nella mischia con questo interessante fumetto a cavallo fra il giallo e l’action. La protagonista femminile, Lady Ward, è una femme fatale ma con qualche chilo di ferro e piombo per mettere in riga gli uomini più insistenti. Nel secondo episodio del volume, che si legge voltando il fumetto come fosse un manga, è Azarov l’orso di Kodiak il protagonista dell’azione, in cui la strategia è sostituita da sonori pugni e risse ignoranti. Entrambi i fumetti sono interessanti sia dal punto di vista della sceneggiatura che da quello grafico, anche se in colorazione l’episodio dell’Orso è “sporcato” da un effetto che personalmente trovo un po’ grossolano, anche se si usa spesso nei fumetti: per imitare il fuoco ristretto della camera cinematografica si dà ai contorni un effetto sfumato (blur) che, pur utile nei film e nella fotografia per far risaltare alcuni dettagli, non rende altrettanto bene nel disegnato, in cui ha un fastidioso effetto lente appannata. Il primo numero, fra intrighi e morti che camminano, fra uomini robot e scommesse da far girare la testa, promette di diventare un buon prodotto per gli amanti del genere, e ovviamente per chi vuole addentrarsi nel mondo a vapore dello steampunk.



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