Tumulto

Tumulto

Passato. Italia. Due amiche si preparano per uscire, devo incontrarsi per andare ad un concerto, ma la vera notizia è un’altra, hanno trovato una sala prove dove suonare. Quello che manca ancora è un nome ad effetto per la band. Presente. Le due ragazze sono un po’ cambiate, i capelli più lunghi, due caschi in mano. Stanno montando su una Virago dopo aver fatto benzina. Sono in viaggio nella ex Jugoslavia, devono raggiungere Dedinje, vicino Belgrado, e poi proseguire fino alla Drina, il fiume di confine tra Bosnia ed Erzegovina, ma forse hanno sbagliato strada. Non suonano più. Una pensa che lo facessero solo per gioco, l’altra no, ci credeva nel gruppo delle Tumulto. C’era anche un pezzo che suonavano volentieri, parlava della Drina, forse è per quella canzone che sono partite o forse per qualcos’altro...

La prima impressione sfogliando Tumulto e di trovarsi di fronte ad uno stile grafico molto semplice: grossi tratti di pastello, colori densi, vignette tirate a mano dalla linea incerta, balloon altrettanto improvvisati, eppure tutto questo è tutt'altro che semplice! Tumulto ha un quid di molto concreto, di primitivo. Piace. E piace ancor di più capendolo meglio, perché si intuisce che ogni pagina ha alle spalle un lavoro enorme. In realtà ogni tavola è stata composta a quattro mani dalle due autrici, entrambe si sono occupate dei testi e dei disegni, hanno unito e sovrapposto i loro rispettivi stili tavola per tavola e mescolato pensieri e tecniche differenti. Una genesi artistica sicuramente particolare e ragionata, con una lavorazione letteralmente gomito a gomito, impossibile senza una gran capacità di interazione e collaborazione reciproche.Per quanto riguarda la storia, questa nasce da un viaggio realmente vissuto dalle due ragazze a cavallo di una Virago tra l’Italia e la Jugoslavia nel 2013. Qualcosa è vero, qualcosa è inventato e quel che resta è la storia di un’amicizia è di una parabola artistica nella quale il viaggio diventa una sorta di necessità duplice: nella vita reale, per raccontare un pezzo di storia di un popolo in guerra e nella finzione per raccontare un percorso umano ancora vincolato al suo passato. Tumulto vuole quindi chiudere un cerchio attraverso il tema del viaggio, un modo per ritrovare un po’ se stessi in un “altrove” molto lontano da casa nostra ma che, per qualche ragione, ci appartiene. E ci sta chiamando.



 

 

 

 
 
 
 

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