unastoria

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"Malevola tanto è la natura quanto amorevolmente protettiva è la nostra cecità". La vita psichica di Silvano Landi va in frantumi dopo la fine della storia con la moglie. Sta per dissolversi tra le mura di un ospedale psichiatrico, con il pensiero fisso alla pensilina della fermata di un autobus - luogo di abbandono - e ad un albero secco, i suoi disegni ricorrono in modo ossessivo e compulsivo. La vita di Mauro Landi, suo bisnonno, invece, stava per finire seppellita in una trincea durante la Prima Guerra mondiale, con il pensiero fisso alla sua donna e alla sua bambina: le sue lettere a casa misurano questa ossessione. Presente e passato si fondono e raccontano la fragilità e il limite della natura umana e non, assieme alla sua bellezza struggente. L'ospedale psichiatrico e la trincea sono gli scenari di confronto, attraverso cui i Landi si affacciano su un precipizio di emozioni primitive e si trovano costretti ad confronto con i propri personali abissi di solitudine e crudeltà. E riescono a reggere lo sguardo…

 

Con unastoria Gipi torna a disegnare fumetti dopo due anni di pausa ed entra prepotentemente tra i 12 libri finalisti del Premio Strega. unastoria è il primo fumetto ad essere candidato al Premio, siamo nel 2014 ed è un evento epocale: un obiettivo (non intenzionale, di certo) che Gipi poteva raggiungere con le sue matite, i suoi acquerelli, la sua natura, le sue parole scritte male. Segni di peso differente e tecniche diverse sapientemente scelte e dosate per fornire al lettore sempre il giusto piano di appoggio da cui guardare in faccia le emozioni e la storia narrate. “La prendo a ridere”, ha dichiarato il fumettista all’ANSA. “Non so nulla, non so cosa significhi né come vengono scelti i libri allo Strega. Non so se  è la prima volta che viene proposto un fumetto, ma credo che nel 2014 l'abitudine all'immagine dovrebbe esserci". E nel cercare il senso di un fumetto candidato allo Strega (ammesso che ci sia bisogno di trovarlo), ho trovato le parole di Riccardo Falcinelli da prendere in prestito: "... è una cosa molto bella, segno che le cose cambiano comunque e che l'idea di romanzo si allarga sempre di più. Certo uno può argomentare che il fumetto perché mai dovrebbe avere bisogno di un premio strettamente letterario per ricevere autorevolezza? Si potrebbe anche dire (se mai siete stati allo Strega) che la mondanità del ninfeo di Valle Giulia poco c'entra con la freschezza di Gipi. Ma in definitiva che ci importa? Si sa che i premi, per loro fisiologia, arrivano sempre troppo tardi rispetto alle idee. Per me c'è solo da festeggiare".

 


 

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