Vita da commessa

Vita da commessa

Dura la vita da commessa. Lo sa bene Laura, continuamente in lotta con la sveglia, le feste comandate, i regali dell’ultimo minuto (quelli di Baffo Natale di Elio e le Storie Tese, per intenderci) e la “strana specie” del cliente. Dire che il cliente è uno solo è folle, più che riduttivo. I tipi di clienti sono molteplici, innumerevoli, incontrollabili. C’è il cliente dell’ultimo minuto, che con malvagio spirito calcolatore aspetta appena un minuto prima della chiusura per fare il suo ingresso trionfale. C’è il marito/fidanzato disperato, alla ricerca di qualcosa (qualsiasi cosa!) per la sua lei. C’è quello del “vorrei una felpa, senza una manica, senza il cappuccio, con il risvolto, di un colore acceso, ma non troppo” (???). Specie da non sottovalutare quella dell’indeciso. “Sono entrato perché volevo prendere QUALCOSA PER ME”, ma quel “qualcosa” ovviamente non sa cos’è. Per non parlare del cliente giù di morale, che entra nel negozio esclusivamente per raccontare tutta la sua vita (incluse paturnie e disgrazie) alla malcapitata commessa. La cosa bella è che non esiste nessun manuale di sopravvivenza per tutti loro. Se non un’arma infallibile: la meditazione. Oppure le bamboline voodoo…

Ironica e divertente: Laura Tanfani si fa portavoce del popolo delle commesse. Quelle maltrattate dai clienti indecisi, costrette a sfoggiare ogni giorno il miglior sorriso anche di fronte all’ingresso dell'avventore dell’ultimo minuto. Che fa il suo ingresso RIGOROSAMENTE a saracinesca abbassata. La commessa deve lavorare quando tutti fanno festa, deve barcamenarsi tra le richieste più assurde e… sorridere! Sorridere sempre. Più che un libro, Vita da commessa è un vero e proprio diario. Un modo per sorridere sulle disavventure quotidiane delle povere commesse. Deliziose le illustrazioni, che rappresentano gran parte del libro. La versione “cartoon” della commessa è perfetta: ogni disegno è la rappresentazione chiara e realistica delle sensazioni di disagio, stress, ansia all’ennesima richiesta assurda da parte del cliente del momento. La commessa è buffa, incredula, stanca. I clienti sono proprio i clienti, con tutte le loro espressioni, quelle tra il bonario e l’insospettabile. Balloon con frasi assurde e incomprensibili svolazzano tra le pagine del libro, alternate alle esclamazioni di incredulità della commessa. Sono le stesse frasi (i cit.) che Laura Tanfani sente rimbombare tra le mura del negozio. Dulcis in fundo: i “giochi” per la commessa, che non sono altro che un passatempo e un modo alternativo per ridere delle “disgrazie” di questa tanto fantastica quanto faticosa professione. Parte migliore in assoluto: la bambolina voodoo a forma di cliente. Un’idea non male, no?



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