Notizie dall'Asia Centrale

Notizie dall’Asia centrale
“Siamo forse diventati Viaggiatori?” si chiede Carlo Paschetto nell’ultima newsletter, al termine del suo diario di viaggio. I veri viaggiatori – aggiunge – sono quelli che, almeno apparentemente, non hanno bisogno di “punti di riferimento”. Indubbiamente oggi, nell’era del web, il viaggio ha perso quell’alone di romanticismo e di avventura che lo ammantava nell’800 e ancora nei primi decenni del ‘900. Lo stesso autore riconosce che il mondo cambia a ritmi vertiginosi, soprattutto per ciò che concerne la tecnologia. Se quando nel 2002 ha attraversato l’Asia centrale, con la moglie Emanuela Gris, comunicava via e mail con famigliari e amici, ora esiste il blog, e per telefonare da ogni dove è sufficiente avere un piccolo GPS da polso ed un palmare UMTS, che consente pure di scattare ottime fotografie. Diventa così sempre più difficile non avere punti di riferimento. Eppure, leggendo l’esperienza vissuta in sei mesi nel continente asiatico dai due coniugi milanesi, non si può fare a meno di annoverarli tra i viaggiatori veri. In 167 giorni hanno coperto 38000 chilometri, quasi tutti via terra. Il progetto, infatti, era di attraversare l’Asia utilizzando solo comunicazioni terrestri e in modo indipendente da qualsiasi canale turistico, seguendo un itinerario ad anello prima verso oriente fino alla Cina, quindi in Tibet, per poi ritornare in Italia dall’India e dall’Asia centrale. Unica infrazione la tratta aerea tra l’India e la Cina per l’impossibilità di percorrere il Pakistan per l’alto rischio di attentati terroristici. Il viaggio è raccontato dalle lettere che Carlo ed Emanuela inviano elettronicamente a chi li segue con attenzione da casa. In queste viviamo i loro diversi stati d’animo, le stanchezze, le difficoltà materiali e burocratiche, le emozioni, le gioie, le oscillazioni umorali, in una parola la loro interiorità. Molte sono le immagini che il loro diario ci regala: la presunzione e inefficienza dei cinesi, il fascino della Friendship Highway contornata dalle cime himalayane, i sorrisi dei nepalesi, il caos debordante dell’India, la disperazione di vedersi costretti ad abbandonare temporaneamente il percorso via terra, le contraddizioni delle ex repubbliche sovietiche divise tra la bellezza di città come Samarcanda e Bukhara e gli obbrobri ecologici, come la desertificazione del Mare d’Aral.
Notizie dall’Asia centrale è un racconto in presa diretta, senza mediazioni, basato sulle sensazioni vive del momento, colte da due prospettive diverse: quella di Carlo attenta agli aspetti sociologici del viaggio e quella più descrittiva di Emanuela, volta a registrare colori, sapori, odori. Le loro impressioni sono la conferma che il vero viaggiatore è colui che sa interiorizzare “l’altrove” ed ha l’umiltà di riconsiderare le proprie conoscenze nel contatto con realtà lontane dalle sue, come già aveva sottolineato Henri Michaux in Un barbaro in Asia, dove a distanza di anni, nel ricordare il proprio viaggio giovanile tra Giappone, Cina e India, ammetteva di aver sovrapposto paesi immaginari a paesi reali.

 

 
 
 
 
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