Jan Svankmajer

Jan Svankmajer
Jan Svankmajer nasce a Praga nel 1934 e fin dagli anni dell'Accademia inizia ad appassionarsi di arte ma soprattutto ad ibridare il cinema con le suggestioni dei cartoni animati e l'artigianalità del mestiere del burattinaio. Fa parte del movimento surrealista ceco e concentra tutta la sua attenzione sull'originale tecnica dello stop motion, che nonostante abbia creato “mostri” come Tim Burton non gli ha consentito di sfondare il muro della celebrità e diventare un personaggio popolare. Nonostante quasi cinquant'anni di carriera alle spalle, un'enorme quantità di produzioni, tra lungometraggi e cortometraggi, le sua animazioni restano aliene al pubblico italiano, che non ha possibilità di vederlo in sala e spesso neanche in dvd…
Moviement magazine si fa beffe della crisi economica e soprattutto editoriale. Lo fa posizionandosi a metà tra il prodotto libro e quello rivista: pubblica volumi a cadenza regolare con tanto di carta patinata, grande formato e cura per la confezione (completamente in bianco e nero ma con una qualità di stampa eccellente, che rende onore alle tante foto presenti), tiene un prezzo calmierato e lascia il lettore con la voglia di continuare un percorso, una collezione, un qualcosa che va oltre il concetto classico di libro e si avvicina maggiormente a quello del periodico. E con il volume su Jan Svankmajer colmano anche un vuoto editoriale che inspiegabilmente si protraeva in Italia. Che lo spettatore da multiplex non conosca il cinema dell'artista praghese è più che legittimo, ma che la critica, che tanto lo cita e idolatra, non gli avesse mai dedicato un volume nella nostra italietta è davvero strano. Diviso in tre sezioni principali, “Insight”, che si dedica allo studio generale della poetica e della tecnica del regista, “Film analysis”, in cui Michele Faggi si produce in una lungo e interessante approfondimento di “Surviving Life” e “Conversazioni”, con una approfonditissima intervista a Svankmajer a cura di Peter Hames, il volume riesce a cogliere, seppure parzialmente vista la mole della sua produzione, i tratti distintivi del cinema del surrealista ceco. L'approccio degli scritti viaggia al confine tra il divulgativo ed il tecnico: avvalendosi però di un'impaginazione più da magazine che da libro, questo volume Moviement riesce a farsi più leggero e scorrevole del previsto. Operazione coi fiocchi.

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER