Intervista a Alba Donati

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Alba Donati è poetessa toscana nata a Lucca. Vive a Firenze e lavora nel campo della comunicazione e dell’editoria, ma prima di tutto è una donna molto colta e simpatica. La conosco da tanti anni, ma ammetto di non aver mai letto niente di lei prima di Idillio con cagnolino, i nostri rapporti ruotavano attorno al comune interesse per la letteratura. Poi l’incontro con le sue parole scritte e la necessità di volerla conoscere meglio.




La Poesia viene da molti guardata con sospetto, spesso con superficialità. Cosa rappresenta per te? Quando nasce la voglia di renderla parte della tua vita?
La poesia nasce quando la tavola è apparecchiata, tutto è pronto ma mancano le pietanze. La poesia è l'atto conclusivo di un processo di attenzione rivolta a qualcosa, un pensiero ossessivo che non ci abbandona e lavora dentro, affetti, passioni, visioni del mondo. Poi qualcosa attiva il linguaggio e la poesia parla, mette in fila tutto, pensieri, passioni e visioni del mondo: il cibo è arrivato.


La Poesia è legata all'istinto o alla conoscenza?
Non riesco a pensare che una sola di queste due cose basti. La parte istintuale, imprevedibile, viene messa in moto dalla conoscenza. E la conoscenza da sola non basta, la poesia è anche qualcuno che ti tira per la giacca e ti fa sobbalzare, ti costringe a mettere in moto il sangue.


Nel 2013 è uscito il tuo Idillio con cagnolino, dopo diversi anni di attesa. Raccontaci quando e da dove nasce...
Nasce da una donna che ha una bambina e la bambina dice cose di saggezza estrema sulla vita, sulla morte, sulla violenza, sulla vecchiaia. Nasce come dialogo ininterrotto tra le due, a cui si aggiunge la nonna, un dialogo dove  si parla di capitalismo, di ricchezza povera, e si parla della gioia. Una parola che fa paura sola a dirla, a pensarla. Tanto è precaria.


L'Italia: ancora paese di santi, navigatori e poeti? Da addetta ai lavori, quale potrebbe essere una ricetta per vendere più libri di Poesia?
Stampare di più, fare accordi con le librerie, dare visibilità. Però c'è da dire che la poesia non partecipa al mondo dello sfarzo merceologico, non conosce imposizioni, mercato, è libera. Può rimanere anche così.


Sei una delle figure più note del mondo della comunicazione editoriale: ci racconti qualche aneddoto curioso? Qual è stato uno scrittore su cui avevi puntato tantissimo che non ha fatto breccia nel cuore del pubblico e uno invece a cui "non avresti dato una lira" che invece ha avuto successo?
Non amo confondere la poesia col mio lavoro, sono due Albe, bisogna chiedere all'altra!

I libri di Alba Donati

 

 

 

 
 
 
 
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