Intervista a Alessandro Prunesti

Alessandro Prunesti
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Alessandro Prunesti, classe 1979, è un consulente nel campo della comunicazione di marketing sui media digitali, nonché docente universitario. Ha pubblicato - tra gli altri - un libro che è un po’ saggio, un po’ manuale, certamente uno strumento utilissimo per orientarsi nella giungla dei social network e social media, che negli ultimi anni sono entrati prepotentemente nelle nostre vite. La cosa ci ha incuriosito e lo abbiamo incontrato per approfondire la questione.
Nel primo capitolo del tuo Nuvole di byte si parla del passaggio dal Web 1.0 al 2.0: è possibile identificare un fatto, un fenomeno, che ha fatto in qualche modo da spartiacque tra le due fasi?
Assolutamente sì: la nascita di YouTube. Senza dubbio, l’avvento del primo sito web al mondo che ha dato a chiunque la possibilità di pubblicare e condividere contenuti online, aveva in sé le basi per il successo di quella “cultura della partecipazione online” che oggi permea la vita quotidiana di centinaia di milioni di persone. La stessa parola “You – Tube” contiene in sé il seme di questa rivoluzione che, attenzione, non è prevalentemente tecnologica, ma bens’ sociale. I social network, i blog, lo stesso youtube sarebbero contenitori vuoti e inutili, se non vi fosse il desiderio innato dell’uomo di relazionarsi con gli altri. Il web 2.0 è solo uno strumento di relazione in più ma che, a differenza di quelli precedenti, ha due vantaggi: comunicazione in tempo reale e abbattimento istantaneo di qualsiasi barriera geografica o politica. E i fatti in Iran dello scorso anno ne sono un altro esempio.

 

Grande spazio è dedicato nel libro ai social network: ce n’è uno che potrebbe in qualche modo resistere nel tempo pur evolvendosi? E ce n’è uno che preferisci personalmente?
Quello dei social network è un fenomeno molto recente; nonostante questo, è già possibile individuare delle tendenze di sviluppo futuro, malgrado le cose online corrano sempre molto veloci. Fino a qualche anno fa il trono spettava a MySpace. Fino all’avvento di Facebook, che regna e regnerà incontrastato per gli anni a venire. Se fosse una nazione, oggi sarebbe la quarta nel mondo: ha più di 400 milioni di iscritti. Ma non è incredibile. Io ritengo che continuerà a crescere anche nei prossimi anni, perché si sta muovendo molto bene a livello di alleanze strategiche e commerciali. Inoltre offre tanti servizi ai suoi iscritti. Ed è proprio questo il segreto del suo successo: un social network, per potersi affermare, deve garantire una fortissima capacità di integrazione. All’interno della sua piattaforma, cioè, gli iscritti devono trovare tutta una serie di servizi che li invoglino a restare collegati senza navigare altrove. Facebook ha la bacheca, la posta, la possibilità di condividere e taggare foto, funzioni di ricerca avanzate… la chat fa schifo, è lenta e instabile, ma da quando è stata implementata dentro Facebook, la gente sta tutta lì e la preferisce a Messenger. Nei prossimi mesi Facebook integrerà anche funzioni per la condivisione di file e attività di lavoro in ambito business, strizzando l’occhio al pacchetto Office della Microsoft. Continuerà ad evolversi e, soprattutto in Italia, andrà ad integrare la televisione come media mainstream. Già oggi tanti ragazzi, mentre guardano la tv seduti sul divano, hanno appoggiato sulle gambe un portatile collegato a Facebook. Io utilizzo Facebook soprattutto per condividere interessi di carattere professionale, oltre che per rimanere in contatto con i miei amici di sempre. Ma apprezzo molto anche LinkedIn: un social network professionale dove si possono incontrare persone davvero molto in gamba.


In un precedente libro ti sei occupato di comunicazione e marketing nelle imprese sportive: per questo settore ritieni che i social network siano utili? Ci sono settori produttivi particolarmente adatti ad essere 'raccontati' attraverso i social network?
Assolutamente sì e, anzi, nel settore dello sport i social network sono ancora più utili e necessari per sviluppare attività di marketing e comunicazione. I social network si fondano sul concetto di community: un concetto di tipo sociologico, che consiste nell’aggregazione di persone accomunate da un interesse comune e specifico. Ciascun gruppo di tifosi è una community di persone estremamente legate alla propria squadra. I social network digitali offrono anche un altro vantaggio, che molto spesso viene sottovalutato: sono dei potentissimi strumenti per fare marketing territoriale, per far stringere in una stessa community online le persone presenti in uno specifico territorio di appartenenza (come ad es. un piccolo comune) che attraverso i social media hanno la possibilità di comunicare al “resto del mondo” senza vincoli o pregiudizi. L’uso dei socia media da parte delle imprese sportive dovrebbe essere assolutamente naturale… ma purtroppo lo fanno ancora in pochi; e chi li utilizza, troppo spesso lo fa senza cognizione di causa o senza una precisa strategia, con conseguenze disastrose. I settori produttivi che possono trarre i maggiori vantaggi dai social network sono tutti quelli dove ci sono community di persone che ruotano intorno a un prodotto, un brand, una moda, una tendenza particolare: moda e abbigliamento, sport, eventi. Ma anche tutto il mondo del no profit e del turismo. Senza dimenticare anche il settore manifatturiero e agro-alimentare, che potrebbe utilizzare i social media per promuovere le specialità di un territorio.


Come giudichi i "fenomeni" nati su YouTube? Penso ad esempio a Clio, la ragazza bellunese che propone tutorial per imparare a truccarsi?
In realtà, quelli che ci sembrano fenomeni sono semplicemente l’applicazione pratica delle innumerevoli possibilità che il web 2.0 ci offre in termini di comunicazione e di marketing. Oggi chiunque di noi ha la possibilità di fare broadcast e di trasmettere qualsiasi contenuto. L’importante è che i contenuti siano interessanti, e che ci siano le giuste strategie per promuoverli. Da questo punto di vista non c’è solo YouTube; anche Livestream ci consente di creare un vero e proprio canale in streaming, con tanto di dirette e differite, a costo praticamente zero.


Da esperto in materia, ci puoi anticipare l'arrivo di qualche nuovo social network o strumento del Web 2.0 a cui occorre prestare attenzione nei prossimi tempi?
Il futuro si giocherà su due fronti: il cloud computing e il mobile e i servizi geolocalizzati. In pratica, sarà sempre più netta la tendenza ad utilizzare programmi e servizi direttamente online, che non necessitano di essere installati sui device utilizzati per fruirne. L’importante sarà essere sempre connessi; appena gli operatori telefonici offriranno tariffe flat per la navigazione mobile veramente vantaggiose, il fenomeno esploderà. Ci si collegherà sempre più spesso da dispositivi mobili come gli smartphone e l’iPad. Si accederà ai social network, alla posta,ai programmi e ai propri file direttamente online. E i contenuti varieranno in base al luogo nel quale ci troveremo. Per quanto riguarda l’arrivo di nuovi social network/strumenti web 2.0, nei prossimi mesi assumeranno sempre più importanza: Foursquare e i contenuti geolocalizzabili di Facebook. Questo per il mercato consumer. Per quanto riguarda il mercato business, presto si affermeranno i sistemi di Enterprise 2.0 e le piattaforme web che saranno utilizzati dalle imprese per sviluppare i propri social network collaborativi interni aziendali.

I libri di Alessandro Prunesti

 

 

 

 
 
 
 
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