Intervista a Alex Kava

Alex Kava
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Non è facile sostenere lo sguardo della gentilissima Alex Kava senza provare un briciolo di disagio. Occhi chiari che ti sondano l'anima, che sembrano cercare qualche mania (preferibilmente omicida) nascosta nelle pieghe della tua mente, occhi che sanno perfettamente che l'orrore si nasconde sempre dietro alla normalità. Per fortuna, ogni tanto quello sguardo si illumina di un sorriso, e allora ci rassereniamo anche noi, e l'incontro con la nuova regina del thriller statunitense a Roma per incontrare la stampa diventa piacevolissimo.

Puoi dirci qualcosa in più sul fatto di cronaca che in qualche modo è alle radici del tuo romanzo La perfezione del Male? Che influenza ha avuto quell'orribile vicenda sulla tua vita e sulla tua carriera?

Nella realtà i fatti si svolsero in modo diverso rispetto al libro: l'assassino era un giovane militare che organizzava gite con i bambini, un insospettabile. Ricordo che quando fu scoperto ci aspettavamo tutti un mostro, e invece sembrava più un angelo. Non possiamo mai sapere come appare un serial killer esternamente. Dietro a quel volto pulito e a quella divisa si nascondeva un orrore indicibile...

 

Quanto del personaggio di Maggie O'Dell è un modello per te? E' la donna che avresti voluto essere?

Ci sono molte differenze tra me e Maggie, quindi preferisco evitare il confronto! Comunque ci tengo a dire che non è una super-donna, è una persona disponibile al cambiamento, con la quale gli altri possono relazionarsi. Una donna che ha dei problemi, delle sofferenze ma anche tanta energia ed una grande passione per il suo lavoro.

 

Nel tuo romanzo, i riflettori sono puntati sui bambini e sulle donne, troppo spesso parti "deboli" della nostra società. Perché questa scelta, se è una scelta?

La cosa non nasce da una mia scelta di campo fatta a tavolino, ma dallo spunto legato alla cronaca, come dicevamo prima. Certo è che i serial killer preferiscono vittime deboli, quindi di solito le scelgono tra donne e bambini. E non solo per motivi pratici: l'omicidio rituale e seriale ha come principale ingrediente l'esercizio del potere, quindi la scelta è comprensibile.

 

Come sai, in Italia la Chiesa Cattolica ed il clero hanno una grande influenza sulla società, più che negli Usa, anche se rispetto al passato è immensamente diminuita. Hai paura di qualche reazione negativa al tuo romanzo da parte degli ambienti cattolici? Ne hai avute negli Stati Uniti?

Io stessa sono cattolica. E, devo dire la verità, mi aspettavo qualche problema dopo l'uscita del mio libro negli Usa, soprattutto dopo la grande eco che ha avuto quello scandalo sessuale che ha coinvolto molti vescovi ed alti prelati e alcuni poveri bambini. Invece, con mia grande sorpresa, niente. Per fortuna si è capito che non avevo alcuna intenzione di criticare la Chiesa come istituzione, ma solo di raccontare una storia. Non sono sicura che anche qui filerà tutto liscio, me lo auguro naturalmente.

 

Come lettrice, che tipo di letture prediligi?

Non sono una lettrice di thriller. Amo molto i saggi, più della narrativa: saggi storici, persino antropologici. Ultimamente la mia passione è per libri fotografici o giornalistici sui veri delitti del passato, le guerre di gangster, cose del genere.

 

Vedremo ancora Padre Keller in uno dei prossimi romanzi?

Ci stavo pensando proprio ieri sera! Voglio però che succeda quando sentirò che è arrivato il momento, quando avrò la storia giusta. Non voglio fare un sequel tanto per fare, per racimolare dollari. Ma Padre Keller prima o poi tornerà...

 

Ti aspettavi le grandi vendite dei tuoi libri? Voglio dire, li hai scritti pensando al loro potenziale commerciale o tutto è capitato indipendentemente dalla tua volontà?

Mentre scrivevo speravo semplicemente di essere pubblicata, i miei sforzi erano concentrati tutti in quel senso. Tutto è andato oltre ogni mio sogno, mai e poi mai mi sarei immaginata che un giorno sarei stata qui a Roma a parlare con te di un mio romanzo! Posso solo sperare di continuare a catturare l'attenzione dei lettori con il mio lavoro.

 

Ti piace l'Italia? Ti piace Roma? Ambienteresti un tuo romanzo qui?

Anche a questo stavo pensando ieri sera! Io ho studiato Letteratura Inglese, ma anche Arte, quindi come immagini qui è un paradiso per me. Una terra bellissima, che so ha avuto pochi serial killer, anche se sanguinari. Comunque, mai dire mai! Chissà, un giorno...

 

I libri di Alex Kava
 

 

 

 
 
 
 
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