Intervista a Angela Pneuman

Angela Pneuman
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Angela è una delle nuove voci della narrativa americana. I suoi racconti sono stati pubblicati su diverse riviste letterarie. La incontro un tardo pomeriggio in una simpatica libreria nel quartiere romano di San Lorenzo. E' la prima volta che vede Roma e mi confessa di essere contenta di fare la turista in una città così bella.
Spesso il teatro delle vicende da te raccontate nel tuo Rimedi casalinghi è lo Stato del Kentucky, definito da molti “a hick country” (“uno stato di zoticoni”). Credi sia più comune vedere lì persone con la Bibbia sotto il braccio piuttosto che, ad esempio, a New York?
Parte del Kentucky rientra nella cosidetta “Southern Bible Belt” (“La fascia meridionale della Bibbia”) che attraversa il Midwest e quindi anche una grande fetta di questo Stato. Il resto invece è interamente votato al bourbon, alle corse di cavalli e al tabacco. Dipende da dove vai. Nella mia città è di certo più probabile vedere tutti con la Bibbia in mano che a New York, dove credo di non aver mai visto nessuno con la Bibbia.
 
Il fondamentalismo religioso di queste zone è da collegarsi forse alla sensazione di smarrimento di molti dei loro abitanti?
Mi piace la parola “smarrimento”. La combinazione delle comunità religiose con la geografia rurale è legata ad una totale mancanza di prospettive: si hanno pochi contatti con persone di altri luoghi o scarso interesse per attività diverse, non legate alla tradizione. I miei personaggi vivono un’esistenza senza il vantaggio di sapere cosa c’è oltre, fuori dalla loro ristretta realtà. E questo è decisamente autobiografico. Nella mia città in particolar modo, i gruppi più importanti appartengono ai cristiani fondamentalisti o agli evangelici, quest’ultimi interessati anche ad un’opera di conversione.
 
In molte recensioni o interviste il tuo modo di scrivere viene associato a quello di Lorrie Moore o di Alice Munro. Tu cosa ne pensi?
Sono onorata di essere associata a Lorrie Moore, che ho avuto modo di intervistare per la rivista The Believer. Ma non credo che il mio modo di scrivere sia simile al suo: lei è molto più...complicata, specie per quello che riguarda la lingua. La sua scrittura poi si divide su diversi livelli. Credo forse di appartenere alla scuola della Munro: spesso i suoi personaggi sono legati ad un ambiente rurale molto vicino a quello presente nei miei racconti. Un’altra cosa in comune é l’interesse per il rapporto madre-figlia.
 
Quali ritieni siano i tuoi “antenati” letterari?
Qualcuno ha detto che sono vicina a Flannery O’Connor o ad altri scrittori del Sud... è strano, io non vedo molte somiglianze. Una scrittrice che mi piace molto, anche se decisamente commerciale, è Patricia Highsmith. La sue ambientazioni molto dark, e poi c'è il fatto che i suoi personaggi siano sfacciatamente egoisti e non si pongano il problema di esserlo. Lo trovo alquanto originale, nuovo.
 

I libri di Angela Pneuman

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