Intervista a Antonio Rezza

Antonio Rezza
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Sfuggente. Schizzato. Spiazzante. Imprevedibile, certo. Ma geniale, talentuoso, virulento, politically uncorrect. L'Antonio Rezza scrittore è come l'Antonio Rezza attore, uguale spiccicato. Gli piace stupire, giocare a pallone, recitare - e vorrei ben vedere, fa l'attore. A Mangialibri parla di realtà, di libri, di famiglia. Persino di sedie, guarda un po'.

Il tuo essere attore/performer si riverbera in qualche modo sulla tua scrittura o invece magari avresti potuto essere idraulico o ingegnere nucleare e avresti scritto allo stesso modo delle stesse cose?

Tutto deriva dall'ansia, la palpitazione della pelle che non mi fa stare fermo. Non perché scrivo mi fermo. Anzi mi ribello alla postura indegna che mi obbliga alla sedia sfinendo la vicenda letteraria. L'importante è sfinire.

 

A un certo punto fai pensare al protagonista del tuo libro Credo in un solo oblio: "Vorrei una casa con una donna dentro, con un bambino nella donna e la speranza nel bambino. Vorrei insomma ciò che ognuno ottiene, un lavoro che mi faccia stanco a sera e incapace di ambizione. Un letto che mi aspetti e un nuovo giorno che mi uccida". Tu queste cose le vorresti?

Non le vorrei mai, soprattutto la speranza che consola. No, non vorrei mai essere stanco di un lavoro con la speranza che tutto possa cambiare.

 

Perché hai scelto la surrealtà come chiave di lettura della realtà , come tuo linguaggio?

Io non sono un surrealista a priori, non c'è volontà . E' solo che mi annoio della realtà e quindi ne costruisco una che non c'è. Dipende molto dalla noia, che è un male incurabile. Io mi curo così dalla noia, ma so che non guarirà mai.

 

E' difficile portare avanti il tuo mestiere di attore e la scrittura contemporaneamente? Dove e come scrivi di solito, in tournèe?

Scrivo quando mi siedo. E in questo sono molto normale. Dovunque mi siedo potrei scrivere. Che poi non lo faccia è un altro discorso. Però se mi siedo spesso scrivo. Mai però quando sono in giro con gli spettacoli. Troppo diverse le due attività.

 

Perché tutti pensano che tu e Flavia Mastrella siate una coppia anche nella vita? Non pensi che questo secondo cui se due persone lavorano in coppia debbamo anche essere partner sentimentali sia un pregiudizio molto italiano?

Credo che derivi da una cultura maschilista che assegna alla donna il valore che ha solo dopo aver stabilito o ipotizzato il sentimento che prova. E' un pensiero diffuso, tipicamente democratico che oltraggia sia la donna che l'uomo. E' un modo di pensare tipico della falsa sinistra reazionaria che finge di giudicare la donna come essere e la svilisce a legame affettivo. In questo posso dire con cognizione che chiunque pensi che l'ingegno dipenda dalla frequentazione per me è un coglione e non merita rispetto. Chi si pone così di fronte a noi viene cancellato mentre ancora gesticola.

 

Che lettore è Antonio Rezza? Hai scrittori o generi preferiti?

Leggo poco per scelta, per vedere dove arrivo non curando la mia cultura. Tra i tanti che non leggo mi piace sicuramente Canetti. E poi non ho letto recentemente Cioran che è un teorico della noia. Leggo qualcosa solo quando qualcuno mi dice che trova nella mia scrittura legami con menti del passato.

 

I libri di Antonio Rezza
 

 

 
 
 
 
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