Intervista a Berarda Del Vecchio

Berarda Del Vecchio
Articolo di: 

Capelli ricci e rossi, occhi verdi, sorriso aperto. Berarda Del Vecchio è la rappresentazione vivente dei suoi libri: allegri, gioiosi, leggeri. Una laurea in Lettere e Filosofia, la passione per gli anni Venti e le pin up, per i piedi e per le scarpe. Di origini lucane, Berarda è stata però adottata da Roma, dove l’abbiamo intervistata.

Le reazioni a Sdraiami sono state tante, con le donne poi… praticamente un plebiscito. Ci farebbe piacere sapere se in base a queste reazioni, e col senno di poi, c’è qualcosa che cambieresti ora nello scrivere il libro, un concetto che avresti stressato di più, o al contrario qualcosa che tralasceresti perché “infastidisce” troppo? 
No, credo che il libro resterebbe così com’è. Mi ricordo che durante la stesura mi chiedevo “chissà se questo può piacere o meno” e già questo mi creava problemi, quindi ho tentato di arginare questo tipo di pensieri. Un commento che invece mi ha particolarmente fatto piacere è stato quello di un ragazzo che sul sito “Il gufetto” ha scritto di aver particolarmente gradito la prima parte del libro, che è la parte che a cui sono più affezionata, perché fatta di ricordi della mia adolescenza.  


Sempre parlando di reazioni, c’è stato un uomo che ti ha detto che avrebbe anche lui un urlo di dolore da gridare in faccia a noi donne. Insomma, il corrispettivo maschile di Sdraiami quale potrebbe essere?
Tanti hanno detto “Fatevi sdraiare”, e quindi potrebbe essere questo il controlibro. Durante una presentazione del mio libro uno dei pochi astanti maschi ha proposto all'editore Castelvecchi di scrivere un libro risposta: titolo proposto, ovviamente, Sdraiati.  


In un famoso video degli anni ’80 Madonna indossava una maglietta “Italians do it better” e nessuno avrebbe osato contraddirla… oggi forse non sarebbe poi così semplice e attuale indossarla. Secondo te gli uomini stanno inesorabilmente vedendo diminuire il loro livello di testosterone, come anche una ricerca scientifica dimostra, oppure siamo noi donne ad essere diventate più scaltre ed esigenti?
Sicuramente un insieme delle due motivazioni. Ciò che è positivo è che noi donne ci siamo evolute e siamo diventate di conseguenza anche più esigenti. La cosa negativa è che invece gli uomini non solo non sono rimasti così com’erano, ma addirittura si sono femminilizzati… ed eccolo lì, il cortocircuito.  


Riducendo un po’ all’osso la questione, in fondo gli uomini e le donne vogliono la stessa cosa. Allora forse si potrebbe ridurre tutta la questione al solito annoso problema di una comunicazione errata e ambigua?

Come racconto nel mio libro, nel periodo d’oro della mia esistenza non esistevano telefonini, internet, e quindi non solo si comunicava meglio, ma era molto più facile e necessario vedersi. Invece ora, proprio in un momento in cui la comunicazione si è velocizzata e ci permetterebbe quindi di comunicare meglio e di più, si comunica peggio, e addirittura ci si isola di più, ci si vede di meno, con gli sms poi non ci si telefona neanche più!  


Su internet la notizia è circolata: il tuo ragazzo è straniero… mi viene spontaneo chiederti: ma per il maschio italiano non c’è davvero più nessuna speranza?
Per me evidentemente non ce n’era proprio più! Il mio attuale ragazzo (svedese) è più diretto, schietto e contemporaneamente dolce. Per tutte le mie amiche voglio credere invece che la speranza di un maschio italiano continui ad esserci! 
 

Un'ultima domanda sul tuo libro precedente edito sempre da Castelvecchi, L’adorazione del piede. Com’è nata l’idea di questo libro?
L’idea nasce da un incontro un po’ strano con l’editore Castelvecchi: una passione condivisa per i piedi. Quello che abbiamo pensato insieme è stato quindi di creare un libro che non fosse soltanto indirizzato ai “feticisti” del piede, anche perché è un argomento già abbastanza battuto, da riviste specializzate, ecc. Quello che ho cercato di fare è raggiungere invece il maggior numero di persone a cui parlare della bellezza del piede.  


Hai fatto degli studi universitari che hai potuto in qualche modo riversare in questo “trattato” sul piede, o è nato davvero da una chiacchierata con l’editore?
Un paio di cose che ho potuto utilizzare dei miei studi universitari vengono dalla lettura di Lord Byron: mi sono ricordata che era zoppo e quindi nel libro ho fatto un box sulla sua zoppia, e inoltre mi ha colpito il fatto che, nonostante la sua menomazione, il poeta fosse anche un inguaribile Don Giovanni. E infatti nell'Adorazione del piede il box di testo finisce per sostenere l'idea, proveniente dalla mitologia greca, che anche gli zoppi hanno un certo fascino! 


I libri di Berarda Del Vecchio
 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER