Intervista a Bernard Friot

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Bernard Friot è uno degli scrittori per ragazzi più conosciuti, amati e premiati (Premio Andersen 2009, Premio Orbil 2012) in Europa. La sua esperienza maturata in anni di insegnamento lo ha arricchito, tanti dei suoi lavori sono stati creati appositamente per aiutare i bambini in difficoltà.




Qual è l’opera d’arte che più ti ha colpito quand’eri bambino? È la stessa di adesso?
L’Angélus di Millet (oggi al Museo d’Orsay a Parigi), perché avevamo a casa una piccola riproduzione di questo quadro che mio padre aveva incorniciato. È stato il mio primo contatto con l’arte: questo quadro che vedevo ogni giorno mi raccontava una storia, e io osservandolo scoprivo sempre nuovi dettagli.

In che modo i bambini si approcciano all’arte?
Forse con più libertà e più fantasia perché non conoscono ancora i codici estetici. Ma non dobbiamo idealizzare l’infanzia: bambini e ragazzi sono, anche loro, condizionati dai media, dalla pubblicità e dalle scelte estetiche dei genitori.

Si può insegnare a comprendere un’opera d’arte?
Credo di sì, se comprendere significa vedere di più, percepire sempre cose diverse, dialogare con l’opera d’arte, condividere la propria interpretazione e le proprie emozioni con gli altri. Ci sono nei musei persone bravissime che propongono ai bambini (e agli adulti!) un approccio intelligente, sensibile e creativo all’arte.

Nella tua lunga esperienza con i ragazzi, quali sono le tre cose che ti hanno sorpreso maggiormente?
La prima è che un bambino o un ragazzo vivono appieno il mondo, percepiscono tutto con la loro sensibilità, condividono tutte le esperienze emozionali, intellettuali e sensuali degli adulti. In questo senso, non è possibile “proteggere” un bambino, ma solo accompagnarlo e aiutarlo a capire il mondo. In secondo luogo che per un bambino o un ragazzo niente è fisso, definitivo: tutto può ancora cambiare (in bene o in male). In fondo, per noi adulti è lo stesso, ma spesso non ci crediamo più. Infine che noi adulti sottovalutiamo spesso l’intelligenza, le capacità e i talenti dei bambini e allo stesso tempo ci aspettiamo da loro cose che non possono o non vogliono fare. Perciò è difficile aiutare un bambino a sviluppare i suoi veri talenti.

Con l’amore per la lettura si nasce o è una caratteristica che si acquisisce nel tempo?
Non c’è dubbio: non si nasce con l’amore (neanche con la capacità) per la lettura. È un’attitudine acquisita e trasmessa. È una pratica culturale fatta di mille “gesti” che si impariamo passo dopo passo tramite altri lettori.

A te che cosa ha raccontato Il cavaliere sorridente?
Che è bello sorridere, che un sorriso è un raggio di sole in un giorno grigio. Tradotto in parole, significa: “Sei benvenuto/siete benvenuti”. Non dobbiamo risparmiare con i nostri sorrisi.

Cosa c’è nel suo prossimo futuro?
Spero che ci siano sorprese piacevoli! Ho naturalmente progetti di scrittura e di incontri, ma aspetto anche l’imprevisto.


I LIBRI DI BERNARD FRIOT

 

 

 

 
 
 
 
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