Intervista a Claudia De Lillo

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Ne è passata di acqua sotto i ponti fatti di carta e penna, da quando i figli sono cresciuti! Ed è necessario riconoscere che questa nuova Claudia de Lillo ci piace proprio. Sarà stato un caso o chissà, ma anche per chi l’ha intervistata la corretta dizione della nostra lingua è una parte di vita, che tenta di insegnare a molti, gli audiolibri sono importanti, così come i superpoteri e... non sempre cuore fa rima con amore! Un incontro fortunato, quindi, ma...




Claudia de Lillo/Elasti, come ti muovi fra queste due... identità?
Un tempo, quando facevo la giornalista finanziaria, le due identità dovevano essere separate rigidamente perché l’agenzia di stampa per cui lavoravo non apprezzava che una sua cronista scrivesse di temi estranei all’economia e alla finanza. Adesso è tutto più semplice e sono meno dissociata. Tuttavia Elasti parla di figli e di famiglia, ha un blog e una rubrica su “D - la Repubblica. Mentre Claudia conduce “Caterpillar AM” su Radio2 e, a livello di scrittura, ha bisogno di sperimentare cose nuove.

Perché la scelta di cimentarsi, dopo libri sull’essere mamma, in un romanzo dalle mille caratteristiche, ironico/giallo, con tanti riscontri, molto amore, ma poco romanticismo?
Proprio perché Claudia era stufa di parlare di figli e voleva tentare una nuova avventura più lontana possibile dal territorio percorso fino a qui.

Nina sente... i profumi. E non solo i profumi di fiori in sé, ma i profumi dei sentimenti, delle varie umanità, positive o negative... Perché le hai dato questa impronta di “sensibilità chimica multipla” e soprattutto pensi che sarebbe auspicabile possedere questo “dono”?
Volevo che Nina avesse un superpotere plausibile, che fosse anche una dannazione. Mi sono documentata, ho fatto ricerche e alla fine ho trovato la sensibilità chimica multipla che è una ipersensibilità agli odori, un talento utile ma anche una maledizione. Un olfatto portentoso è di certo una gran qualità ma personalmente non so se sia piacevole conviverci.

Nina sente... il bisogno di conoscere le regole di dizione e di studiarle: un invito ai lettori ad interessarsi della nostra lingua con maggiore attenzione o una strategia per promuovere gli audiolibri visto che tu stessa hai realizzato quello di questo romanzo?
Io sono ossessionata dalla lingua e dalla fonetica. Mi divertiva che Nina ed io, che siamo molto diverse, fossimo legate da una mania. Poi mi piace anche l’aspetto didattico e divulgativo in un romanzo e parlare di corretta dizione soddisfaceva il mio lato “maestrina”.

Nina sente... le conversazioni dei suoi clienti in macchina, soprattutto quelli della banca, ma non ne approfitta per risolvere i suoi problemi economici. Solo rispetto per i propri sani principi o un rifiuto verso le negative “complicazioni” strategiche della finanza?
La finanza è infida e Nina lo sa benissimo. È un mondo complesso e respingente che non le piace. Per questo lei sceglie di non cadere nella trappola e di tenersene a debita distanza. Con la finanza ci si può fare molto male e Nina lo ha imparato a sue spese.

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