Intervista a David Sedaris

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Incontro David Sedaris ad un’intervista collettiva organizzata per la stampa durante l’ultima edizione del Festivaletteratura di Mantova. Appare sulla porta questo ometto dalla faccia simpatica, vestito in maniera orrenda, capelli radi e un ciuffetto che è tutto un programma. È sorridente e disponibile, però, molto “down to earth”. Quindi tutto fila che è un piacere, domande e risposte sono intervallate da risate e battute. Ha ragione lui, c’è sempre qualcosa di cui ridere. La foto è di Ingrid Christie.




L’umorismo ti aiuta a vivere meglio? È un buon modo di affrontare la vita?
Mi sento molto fortunato a trovare sempre cose per cui ridere; il mio compagno Hugh per esempio è molto serio, al contrario, e non vorrei mai vedere il mondo come lo vede lui. Quando mi vesto mi guardo allo specchio e rido, è il solo modo che so per stare al mondo ed è bello essere in uno stato di costante stupore. Inoltre mi piace sentire la gente ridere. Anch’io ho comunque momenti di tristezza, per esempio quando vado a trovare mio padre in ospizio… ma ci sono cose buffe che succedono anche lì!

Ho letto che hai scritto una falsa intervista a Adolf Hitler, che sarà pubblicata da “GQ”. Cosa ci puoi raccontare?
Io? Ma sei sicura? Non ho mai scritto una cosa simile, anche perché sinceramente non avrei saputo cosa chiedergli…

Controllerò la fonte! Probabilmente il giornalista si riferiva a quella volta in cui, durante una sosta all’aeroporto di Denver, hai raccontato di aver sentito chiamare all’altoparlante il nome di Adolf Hitler.
Ah sì, probabilmente è così! È stato davvero bizzarro. Ero lì ad aspettare la mia coincidenza quando a un tratto si sente all’altoparlante l’annuncio: “Adolf Hitler! Adolf Hitler è atteso dalla madre al box informazioni”. Ma come si fa a chiamare un bambino Adolf Hitler.

Trovi il lato buffo in qualsiasi cosa, lo abbiamo capito. Ma cosa ci trovi di divertente in Donald Trump?
Che lui si trova bello! Che ha un ego così grande e una tale considerazione di se stesso. Louis C.K., il feroce stand up comedian statunitense, dice che il codice di lancio delle testate nucleari ‒ che ogni Presidente Usa modifica quando entra in carico ‒ sono le prime quattro cifre del peso di Trump. Io trovo questa battuta fantastica.

I LIBRI DI DAVID SEDARIS



 

 

 

 
 
 
 
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