Intervista a Dolores Redondo

Articolo di: 

Dolores Redondo è una delle scrittrici spagnole di maggior successo e sta conquistando l’Europa a colpi di bestseller. Ma non ha perso la gentilezza e la disponibilità dei suoi esordi, non si è montata la testa. Accetta quindi di buon grado di rispondere via mail a qualche nostra curiosità sul suo lavoro.




Dopo il grande successo della trilogia del Baztán non avvertivi una certa pressione? Scrivere quando si è al centro dell'attenzione è più difficile che scrivere quando nessuno ci conosce?
Non sarò ipocrita. Naturalmente è importante sapere di avere molti lettori ed è qualcosa a cui si pensa anche prima di cominciare a scrivere, questo è certo. Però posso dirvi che già dopo cinque minuti che ho cominciato a scrivere a me succede che mi dimentico di questo ed evado, sono concentrata nell’immaginario del mio romanzo. La scrittura per me è sempre stata una dimensione di riposo, di evasione e di immaginazione. Dopo che ho terminato di scrivere il romanzo, penso ai lettori, anche se magari è troppo tardi… Il successo non l’ho vissuto come un condizionamento, come una catena, piuttosto come un paio d’ali per volare più in alto e avere molti lettori, sapere che i lettori si aspettano da me di più è un’opportunità per migliorarmi e volare più lontano.

 

Abbiamo tutti dei segreti, come succede ad Álvaro in Tutto questo ti darò? È un bene che un po’ delle nostre vite rimanga segreto oppure dovrebbe esserci solo verità in una relazione?
Mi verrebbe da farti la domanda rigirata: vogliamo veramente sapere tutto della persona che vive con noi? Avremo la maturità per affrontare tutto il suo passato, conoscere fatti accaduti, tutte le sue relazioni, tutta la sua vita precedente, senza che questo interferisca con il nostro equilibrio e con l’equilibrio della coppia? O è meglio non sapere?

 

Quanto conta l’ambientazione nel tuo romanzo? La Galizia e la Ribeira Sacra qui è come se fossero protagonisti della storia...
Era il mio obiettivo rendere l’ambientazione una protagonista reale del mio romanzo, non è solo uno sfondo nel quale i personaggi si muovono, bensì fa proprio parte della loro vita, li condiziona, li influenza. Inoltre se un paesaggio è particolarmente impervio e presenta condizioni climatiche particolarmente dure, le persone che vivono in quel territorio saranno condizionate e plasmate da quella durezza. Per me il paesaggio in questo libro si rapporta a due tipi di personaggi, quelli che ci vivono e sono cresciuti in quelle condizioni e sono profondamente segnati da quel paesaggio e poi persone come Manuel che arrivano da fuori e lo devono scoprire, si devono adattare. Per me il paesaggio è molto importante e la storia del territorio anche, con tutto ciò che lo riguarda: abitudini, aspetto geofisico, tradizioni… per questo possiamo effettivamente parlare di un paesaggio protagonista dei miei romanzi. Ci lavoro molto e credo sia importante sia così.

 

Dopo i romanzi di Amaia Salazar ora presenti una storia con protagonisti uomini: che differenza c’è a scrivere di uomini o di donne e quale punto di vista preferisci?
Credo che sia importante nella scrittura che l’autore si diverta. Il suo divertimento è dato dal progresso, dal suo cambiare prospettive, dato anche dall’abbandonare le sue comfort-zone e spingersi fuori. Ovviamente quando con un personaggio come Amaia raggiungi così tanti lettori, ciò che provi nei suoi confronti e in quelli dei lettori è una grande riconoscenza. Per me cambiare personaggio non è voler abbandonare Amaia, come succede ad altri scrittori che a un certo punto si stancano dei loro protagonisti e delle loro serie e arrivano a detestarli, non è questo il mio caso. È importante uscire dalla comfort-zone che dicevo e andare avanti, tornerò a scrivere di Amaia perché mi ha dato tanto, ma scriverò anche di altre storie che non possono rientrare nella prospettiva dei romanzi di Amaia Salazar. Penso che l’autore e tutti i suoi personaggi all’interno dei miei libri, il poliziotto, il bambino piccolo, l’odiosa marchesa, mi piacciono tutti, li amo tutti. Compreso il piccolo cane. 

I LIBRI DI DOLORES REDONDO



 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER