Intervista a Frank Cho

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Maestro nell’arte di ritrarre belle donne e dinosauri, Frank Cho è stato ospite al Lucca Comics 2016 per i tipi tosti di SaldaPress, casa editrice che ha pubblicato l’edizione italiana delle sue strisce a fumetti Liberty Meadows in quattro volumi (dal 2003 al 2008) e che sta attualmente curando una nuova edizione deluxe del cult di Cho. Proprio il mondo zoomorfo e divertente di Liberty Meadows lo ha consacrato fra i maestri del fumetto a livello internazionale: subito dopo la pubblicazione su importanti riviste statunitensi infatti viene contattato dalla Marvel per lavorare su diversi loro albi di successo, fra cui Spider-Man, Mighty Avengers, Hulk, X-Men, Shanna the She-Devil e Savage Wolverine. La foto è di Paolo Tempesta.




Se guardi indietro a tutti gli anni in cui hai lavorato per Marvel Comics, come ti senti?
Mi sento davvero alla grande… Ho lavorato per la Marvel per quattordici anni, sono stati anni meravigliosi, che mi hanno arricchito dal punto di vista artistico e umano grazie al feeling che ho avuto con tutto lo staff. Ho sempre adorato i supereroi della Marvel, fin da giovane. Ora che ho più tempo posso curare dei progetti miei, dar nuova vita a soggetti e sceneggiature che avevo abbandonato per mancanza di tempo. Skybourne per esempio è nato dieci anni fa, e solo ora sto iniziando a svilupparne la storia. Ci sono almeno dodici storie che ancora non ho disegnato, e che mi piacerebbe sviluppare. Credo che le nuove tecnologie abbiano aiutato gli autori, anche in questo senso. Amo il lato comico della vita, qualcuno più saggio di me un giorno ha detto che la commedia è piegare la vita, il dramma invece è romperla. Fra le due vie, preferisco la prima.

Quale personaggio Marvel ami di più?
Il mio personaggio Marvel preferito è Spider Man, faccio parte di quella generazione che ama i supereroi che combattono contro i supercriminali! Forse anche per questo non mi piacciono tanto i fumetti di nuova generazione.

Com’è nato il problema, e la successiva censura, della tua variant cover per l’albo Wonder Woman n.3?
Credo davvero sia un nonsense, una montatura senza alcuna logica. La gente parla di “sensibilità” per avere la scusa per processare il mio lavoro. A ben guardare, negli Stati Uniti le mie variant cover (e non solo le mie) vengono attaccate da due categorie di persone: gli ultraconservatori e i superliberal… È divertente che questi gruppi, all’apparenza così opposti, siano in realtà le due facce della stessa medaglia!

Sei famoso soprattutto per le tue donne sexy: quanto sono importanti le donne nella tua arte?
Io amo le donne! Penso che le donne siano fantastiche, per questo molte delle mie storie e delle mie illustrazioni gravitano attorno alle donne. Insieme al lato comico, credo siano le cose più importanti della mia vita… Quando durante l’adolescenza ho iniziato a disegnare, mia madre - che è una donna molto cattolica - ha cercato di spingermi a diventare un prete. Per lei i miei modi divertenti, il saper parlare alle folle erano sinonimi di una qualche vocazione in questo senso. Ma io continuavo a disegnare belle donne e non avevo affatto intenzione di diventare prete. Così un giorno, dopo l’ennesima discussione, mia madre mi chiese “Perché mai non puoi diventare un prete?” e per scherzo le risposi: “Perché non sono gay!”. Si arrabbiò tantissimo, chiese a mio padre di parlarmi… Credo che per colpa di quell’episodio mio padre abbia passato il mese successivo a dormire sul divano!

A proposito di Liberty Meadows, qual è la differenza fra il disegnare una striscia a fumetti e un episodio di un albo a fumetti?
Per me è stata davvero dura disegnare le strisce di Liberty Meadows, raccontare la storia in quattro vignette e renderle divertenti in modo immediato non è semplice. Devi essere davvero preciso, arrivare al dunque in poche battute. Un intero albo invece ti concede molta più libertà d’azione.

Qual è il tuo personaggio preferito in Liberty Meadows, Frank Cho a parte?
Io amo Ralph. È un orso nano con un vero e proprio talento nell’inventare delle cose pericolose e mettersi nei guai, credo sia molto divertente.

I FUMETTI DI FRANK CHO


 

 

 

 
 
 
 
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