Intervista a Fred Pearce

Fred Pearce
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Scrive su New Scientist, che è una delle testate più innovative e interessanti del panorama delle riviste medico-scientifiche, sui gloriosi quotidiani britannici Guardian e Independent, e molti dei suoi pezzi finiscono su Internazionale. Un maestro della comunicazione scientifica, quindi, che ha tutto per mettermi in soggezione. E invece è timidissimo, garbato, e quando lo fotografo col cellulare mi fa: "Sono venuto male, vero? Del resto, inutile fare un altro scatto, meglio di così non c'è verso di venire", e sorride spaesato. Very british, Fred.
Che effetto fa andare controcorrente, diffondere tesi apparentemente eretiche - anche se invece sono corroborate da dati inoppugnabili, come nel tuo Il pianeta del futuro?
Ci sono abituato, è questo il mio lavoro. No, non è che faccia l'eretico di professione: mi limito ad analizzare la situazione e trarre le mie conclusioni, cosa che purtroppo fanno poche persone. Si seguita a pensare che la bomba demografica continui a crescere, e invece non è così. Le famiglie sono sempre più piccole, le donne hanno sempre meno figli... la bomba continuando di questo passo finirà ben presto di scoppiare.


Nei processi demografici quanto c'è dell'uno e dell'altro fattore nella dinamica cultura/natura?
Cultura e natura vanno insieme, è una dinamica appunto. Nell'ultimo secolo salute e igiene sono cresciuti sempre di più, i bambini che diventano adulti sono la schiacciante maggioranza, e questo non era mai successo nella storia degli esseri umani. C'è stato un momento quindi, tra gli anni '50 e i '60, che le donne continuavano a fare 5 o 6 figli come in passato, ma diversamente dal passato i bambini sopravvivevano tutti: ecco le radici del baby boom che ha causato l'onda demografica tuttora in corso. Ma nei decenni successivi le donne hanno capito che non serviva fare 5 o 6 figli, bastavano 2 e andava bene lo stesso. E questo non è successo solo nell'opulento Occidente come si crede, ma sta succedendo ovunque: le donne colgono la loro chance di vivere al di là del focolare. Questo è un fenomeno sociale, d'accordo, ma interagisce col naturale. E in questo quadro l'Italia, con la sua tendenza demografica negativa, è una sorta di laboratorio. Quando sono venuto per la prima volta in Italia, circa 35 anni fa, da studente, le strade letteralmente brulicavano di bambini: dove sono oggi i bambini?


Tu che sei un divulgatore scientifico di professione: a che punto è la comunicazione scientifica oggi? Ancora troppo esoterismo o al contrario si 'sbraca' troppo facilmente?
Dobbiamo tirare la Scienza giù dal piedistallo, e farla diventare oggetto di discussioni e polemiche. Basta con l'atteggiamento "Sono uno scienziato e certe cose le so, che diamine". Per fortuna l'invecchiamento della popolazione e i flussi migratori hanno a che fare anche con la politica, e quindi giocoforza bisogna porsi più domande interessanti, bisogna che la scienza e gli scienziati si mettano in gioco. Perché ormai paradossalmente sono molti gli scienziati che scrivono bene, che fanno un magnifico lavoro di divulgazione, ma ben pochi sono quelli che hanno voglia di sporcarsi le mani con la polemica politica e sociale.


Che mondo sarà il pianeta del futuro?
La popolazione comincerà a calare, e sarà una popolazione mediamente più vecchia, comme già accade oggi in Italia e Giappone. Proseguirà la tendenza delle donne a lavorare e fare meno figli, specialmente se i Governi - incalzati dalla crisi economica - non riusciranno a implementare politiche efficaci di sostegno alle famiglie con figli. Una visione negativa? No. Il lato positivo di questo fenomeno demografico secondo me è che porterà una maggiore 'saggezza' del mondo, che si rispecchierà in una maggiore attenzione per la cura dell'ambiente, nella diminuzione della violenza sociale e delle guerre. Non se ne può essere sicuri, ma dobbiamo sperarlo. Sempre che non si soccomba alla pandemia di Alzheimer che sicuramente investirà il pianeta nei prossimi decenni, gli anziani saranno costretti molto più di ora a contribuire alla società (niente più pensioni baby under 65 e roba simile, ahinoi) e quindi la sfida sarà di mantenerli sani il più a lungo possibile. Nel XX secolo abbiamo debellato le malatie infettive che in passato massacravano la popolazione, nel XXI dobbiamo debellare le patologie gerontologiche.

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